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Wednesday, January 30, 2013

Western Conference Finals, game 5: LA Lakers - San Antonio Spurs


I  T ‘ S   I  N  !  !  !  !  ! A 22” dalla fine e allo scadere dei 24, Steve Nash segna la bomba che fa saltare il banco! ! ! 101 a 97 e i Lakers, sotto 0-2, passano a condurre la serie per 3-2 con due match-point per le Finali Nba! C R A Z Y. Come questa partita incredibile. Nel primo tempo succede l’inimmaginabile. Un gorilla di 100 chili si mette sulle spalle degli Spurs, schiacciati mentalmente dal peso di aver buttato uno 0-2, con ancora negli occhi quella tripla di Bryant che ha deciso gara quattro. Sta di fatto che allo Staples Center, come mai era accaduto in questi playoff, c’è una sola squadra in campo: prendiamo subito la partita in mano nel primo quarto (31-22), ma è nel secondo periodo – con diverse seconde linee on the court – che infiammiamo il parquet. Jamison è re attivissimo come non lo è stato mai this year, così come Gasol (7 rimbalzi all’intervallo). Sono su tutte le palle vaganti, arrivano prima di tutti a rimbalzo e con Jodie Meeks in versione cath and shoot implacabile raggiungiamo l’insperato vantaggio di +22 (52-30 e 54-32). San Antonio sembra liquefatta al suolo, incapace di giocare, con Parker che forza di tutto, Ginobili che non si fa vedere, Duncan e Kawhi Leonard ai margini.
Non so cosa sia successo negli spogliatoi degli Spurs all’intervallo, sta di fatto che quando gli Speroni si ripresentano in campo ad inizio terzo quarto, cambia tutto. Noi, pensando di aver chiuso già il match, ci lasciamo andare ad intollerabili leziosità e loro macinano. Morale: a metà terzo quarto Leonard for three firma l’incredibile parità a quota 62, concludendo un break devastante di 8-30 ! ! ! E’ un parziale inaudito, che potrebbe distrugeggere qualsiasi squadra, ma noi rispondiamo con un 18-4 ! ! ! Otto punti di fila di Nash ci riportano a +14 sulla sirena del terzo periodo! I N A U D I T O ! Ma niente da fare. I texani non ci stanno, contro risposta di 10-25 firmata Ginobili che segnerà la bellezza di 20 punti nel secondo tempo dopo i soli 6 all’intervallo. La tripla di Leonard firma il primo vantaggio Spurs a 3’33” dalla fine..90-91! Ma il sorpasso più pericoloso è quello di Ginobili, un rimbalzo offensivo più appoggio in retina a soli 57” dalla fine per il 96-97. Siamo alle corde, sull’orlo della sconfitta clamorosa: eravamo a +20, eravamo a +14 a fine terzo quarto! Kobe s’infila sotto, appoggia al tabellone, nuovo +1 nostro a 43” dalla fine (98-97)! Diaw ci prova dalla media, non va! Attacchiamo, gli Spurs difendono senza concederci spazio, scadono i 24 secondi, ne mancano solo 22” alla fine, Nash si alza alla disperata da tre… I  T ‘ S   I  N  !  !  !  !  ! 1  0  1   -  9  7  !   !   !   !   3 – 2  !  !  !
E in una rara giornata di non alto livello per Kobe (19 punti, 8/17) è proprio il canadese che firma la sua gara da Mvp con 28 punti e 8 assist. Importantissimi anche i 15 di Meeks che dà seguito ai 24 di gara quattro. Inutile lo sforzo di Ginobili del secondo tempo, così come i 25 punti (anch’essi quasi tutti dopo l’intervallo) di Tony Parker.

Sunday, January 27, 2013

Western Conference Finals, game 3: LA Lakers - San Antonio Spurs


Immenso, clamoroso Kobe Bryant! Quarantaquattro punti e la tripla in faccia a Ginobili che a 36” dalla fine mette tutto nella cassaforte gialloviola (95-103) e riapre la serie sull’1-2! Quello che mette in scena il Mamba Nero negli ultimi cinque minuti e mezzo è da consegnare all’antologia. San Antonio era avanti di sette a sette minuti dalla fine (84-77) in un AT&T Center da squadriglie d’assalto, tutti vestiti di nero, l’anticamera di non so cosa. L’effetto è da Anni Trenta in pieno istituto Luce, una marea nera da paura, che non sembra lasciarci scampo. Sotto 0-2 e sotto di sette a sette dalla fine, il campionato dei Lakers si avvia verso il baratro. E invece Bryant inventa. Ci riporta sotto, deflagra la tripla del pareggio (86-86), esplode quella del nostro +4 in faccia a Tony Parker allo scadere dei 24” (89-93 a -3’34”), segna in entrata quello che sembra il canestro della staffa (91-97 a -1’44”), ma poi pasticciamo e Ginobili guida la rimonta fino al -2 Spurs s 72” dalla fine (95-97).
E qui, Mamba again. Il ventiquattro mette in mano ad Howard la schiacciata del +4 (95-99), Parker sbaglia clamorosamente da sotto l’appoggio del -2 (un po' per uno non fa male a nessuno...) e poi Kobe la mette definitivamente nella saccoccia, fluidificando il faccia a Manu la bomba della staffa. Il silenzio dell’AT&T Center sulla tripla di Bryant fa impressione.
Stavolta non parto subito con il 23 slash post, che gli Spurs hanno saputo distruggere sia in garauno che in garadue, ma con gli schemi base. Partiamo bene (2-7 e poi 9-15 e poi 20-26), nel primo quarto ci trascinano Bryant e Howard con 22 punti su 29, nel secondo due triple di Jamison e un’uscita dai blocchi di Meeks ci mandano a +10 (31-41), ma gli Spurs non stanno troppo a guardare e una bomba da metacampo di Mills sulla sirena dell’intervallo completa l’opera (45-48).  Leonard, Duncan e Parker firmano pareggio, vantaggio e allungo Spurs (60-55), Kobe risponde behind the arc, ma lo fa pure Ginobili. Il 79-73 di fine terzo quarto diventa un pericolosissimo 84-77 a sette minuti dalla fine (altra tripla di Manu, in faccia Metta). Qui piazzo la barbatrukkata, rimetto il 23 slash post. Qui Kobe (41 punti in game one, 39 nella seconda, 44 in questa) decide che per questi Lakers non è ancora arrivato il momento di farsi da parte. Bryant chiude a 44 punti, 12/15 da 2 e 5/9 da tre… Howard a 19 punti e 15 rimbalzi.
Miami intanto prenota già le Finals con un 3-0 sui Brooklyn Nets che chiude i discorsi su chi sarà la contender dell’Est.

Tuesday, January 22, 2013

Western Conference Semifinals, game 7: LA Lakers - Oklahoma City Thunder



Ci siamo, garasette. Again. E’ la prima volta nella storia del Barba che vengono giocate due game seven, per giunta una dietro l’altra. Garasei, quel nostro + 8 a meno di due minuti dalla fine, dobbiamo cancellarla dalla testa, dobbiamo dare il centoquindici per cento, perché noi siamo vecchi e sette partite così ci possono distruggere. E’ la gara che non volevamo. Partiamo contratti, tesi, mentre OKC sprizza energia da tutti i pori, in particolare Westbrook che segna 10 dei primi 16 punti dei suoi. Riusciamo a tenerci incollati, ma è evidente a tutti la differenza di velocità a cui stanno andando le due squadre, noi abbiamo le gambe di legno, loro di caucciù. Sono avanti 33-39 ma il divario sembra più del triplo. Nessuno riesce a tenere Durant, devo trovare un’alternativa. Mi volto verso la panchina: “Παπανικολάου, να σηκωθεί και να πάει να το επισημάνετε!“ La mia frase googletranslata era impeccabile, ma Papanikolaou ci mette un po’ a capire di entrare, non fosse altro che in questi playoff non l’ho mai utilizzato per scarsa difesa. Ed ora che faccio? Lo spedisco a marcare Durant!?!?!? In una garasette dopo non aver mai giocato!?!?!?! Chupckachkch e Scuola Buss hanno le mani nei capelli. A fatica hanno accettato le barbatrukkate degli anni passati, questa supera ogni limite d’azzardo. Ma io so cosa serve per dare fastidio a KD35, serve la novità, un giocatore con le braccia lunghe, che lui non mai affrontato prima in questa serie. E la follia del Barba sconvolge tutto. Avevo visto giusto.
Durant, fin lì incontenibile insieme a Westbrook, si trova spiazzato di fronte a questo “Kukoc greco”, un 2,06 che gli alza le braccia lunghissime davanti e gli toglie la visuale. Le devastanti sospensioni di KD35 sono tutte disturbate, finiscono sul ferro e il ‘Papa’, certamente il più fresco di tutti, trova anche modo di infilare sette punti (compresa una tripla) che ci fanno chiudere l’intervallo avanti 52-48! Nel terzo quarto, totalmente galvanizzati, scateniamo l’orda gialloviola! Nash, Kobe, ancora Papanikolaou, tripla di Barea, alley-hoop di Barea per Howard e missile di Meeks: siamo sul +12 (76-64), vantaggio che manteniamo inalterato fino all’80-68 a undici minuti dalla fine con due liberi di Sacre. Lo Staples Center è una bolgia infernale, Jack Nicholson vaga per il palazzo con l’accetta in mano in pieno delirio (“Weeeeeendy…”), ma presto dovranno tornare tutti sulle sedie. Oklahoma City ne ha viste abbastanza, Westbrook e Durant si scatenano, ci polverizzano addosso un parziale di 0-10 in pochissimi secondi e in apertura quarto quarto il tabellone dice Lakers 82, Thunder 82… Il terrore corre sull’1111 di Figueroa Street, soprattutto quando OKC è avanti di due a tre minuti e mezzo dalla fine. Arrivo ancora agli ultimi secondi, ma questa è una garasette! Metta World Peace spara la tripla del sorpasso (96-95), Kobe ne mette una anche lui con la palla che gira più volte attorno al ferro prima di entrare (99-95 a -2’48”), ma gli oklahomici sono sempre lì, sotto di due a -1’34” (101-99)! Siamo alla resa dei conti! Abbiamo difficoltà a trovare l’uomo libero, Nash ci prova dalla media, sbaglia, ma Bryant spunta come una pantera dalla linea di fondo e fa la giocata della serie, un tap-in in schiacciata che ci dà il 103-99 a -1’34”!!! Scendono giù i Thunder, schema apposito per Durant che esce a ricciolo da un blocco a colpo sicuro, ma il tiro in sospensione prende il ferro e il più lesto di tutti a catturare il rimbalzo è Papanikolaou. Scendiamo giù, circolazione di palla confusionaria, ricapita nelle mani del ‘Papa’ quando stanno per scadere i ventiquattro secondi…tiro o non tiro, tiro o non tiro? Con la coda dell’occhio vede uscire Metta, lo serve, World Peace si alza behind the arc dalla stessa identica posizione dove scagliò la tripla che decise garasette delle Finali 2010, con la stessa piccola esitazione… D E N T R O O O O O O O O O ! ! ! ! 1 0 6 – 9 9  a -54” ! ! !  F I N I T A ! Metta ha deciso con una tripla questa game seven proprio come aveva fatto nel turno precedente contro i Warriors! I N S A N E.

I falli sistematici la fanno finire 112-105, Kobe ne scodella 38 con 8/8 in lunetta, Howard fa 18 punti con 16 rimbalzi, ma la difesa di Papanikolaou che ha costretto Durant a fermarsi a 20 con 8/18 al tiro entrerà negli annali di questa squadra. Questa sfida meravigliosa ci ripaga inoltre di una Western Conference Finals per palati fini, perché nonostante lo 0-2 di partenza San Antonio è riuscita a rimontare i Grizzlies e a vincere garasette in Tennessee e dunque saranno Lakers e Spurs a contendersi a Ovest la finale Nba! Non riesce invece la rimonta dei Bulls (anche loro partiti 0-2 contro gli Heat) che arrivano sul 3-3 ma perdono poi garasette a Miami, mentre Brooklyn beffa New York alla bella in un derby che ha già fatto storia in quelle zone, già vendicato il giorno dopo al Rucker Park in una serata di lunghi coltelli. Sarà Heat – Nets, dunque, la Finale dell’Est.

Saturday, January 19, 2013

Western Conference Semifinals, game 5: LA Lakers - Oklahoma City Thunder


Vada come vada, questa prima stagione del Secondo Mondo è sua. E’ lui che ci ha trascinati a peso dal terzultimo posto fino a qui, è lui che ora, segnando tutti gli ultimi 13 punti dei Lakers, ci mette in mano il primo match point per le Finali di Conference. Kobe non sembra aver rivali. Once again è una sua tripla a 2’26” dalla fine che manda in ginocchio OKC (98-90) e i suoi ultimi 13 punti ci fanno anche chiudere largo sul 108-96, risultato bugiardo, perché otto minuti prima eravamo sotto 79-85. Ma oggi i Thunder, che sono stati anche a +7 nel secondo quarto, non sono la macchina termonucleare che si conosce. Spediscono molti tiri sul ferro, in particolare ad inizio ultimo quarto, e la coppia Westbrook-Durant sembra avere il freno a mano tirato, anche se poi alla fine KD35 ne metterà 25. Ma sono venticinque con poco peso specifico, perché dall’altra parte il Mamba Nero ha sentito nell’aria che qui si poteva prendere in mano la serie. E allora Kobe, che chiuderà con 40 punti, 17/29 dal campo e 7 rimbalzi, si carica letteralmente i Lakers sulle spalle. Tripla, sospensione, entrata, fader: tutto il campionario del 24 viene mostrato nello showroom degli ultimi tre minuti all’interno di uno Staples Center che ora comincia a crederci veramente. Eravamo sotto 1-2, ora siamo avanti 3-2 con due match point, uno su loro servizio (tomorrow alla Chesapeake Arena di OKC) e uno sul nostro, l’eventuale garasette a LA LA Land. Sembravamo una squadra destinata al più grande fallimento nella storia di questa franchigia, col serio rischio di non fare i playoff e di andare fuori al primo turno contro Golden State. E invece ora siamo qui! D A I  C A Z Z O!

Western Conference Semifinals, game 4: LA Lakers - Oklahoma City Thunder


Era la nostra personalissima garasette, da giocare sul campo dei favoriti numeri uno, nella bolgia della Chesapeake Arena. Sotto 1-2, se avessimo perso oggi non ci sarebbe stata speranza. Ci serviva un’impresa, e l’impresa abbiamo fatto! Se garatre è il nostro rimpianto per lo spreco del +18, gara quattro è il nostro capolavoro. La miglior gara giocata dai Lakers quest’anno, considerando la posta in palio. Il match è di un livello tecnico-emotivo spaventoso, siamo all’apice del basket mondiale. Kevin Durant parte come aveva finito nella partita precedente: un mix di tutto, ci rovescia addosso un qualcosa come 18 punti con 8/9 al tiro nel primo quarto, dove vediamo anche una bimane rovesciata di Westbrook a difesa schierata con fallo e libero realizzato… Ci stanno massacrando? No, perché Kobe è nel ‘mood’ giusto e nei primi dieci minuti ha già generato più di venti punti, 10 reali, gli altri provenienti dai suoi 5 assist.  OKC è un arsenale nucleare, prova a criogenizzarci (56-48), Nash li riprende subito con due triple e per essere su di un risicato 56-62 all’intervallo dobbiamo tirare con uno spaventoso 69% dal campo ,cifra che varrebbe già un +30 contro una squadra normale.
Ma qui ci sono il meglio del meglio e quando si affrontano due squadre così, palesemente votate all’attacco, con giocatori così eleganti, viene fuori uno spettacolo della Scala. In za third period siamo noi che proviamo a fuggire (68-76, tripla di Metta), ma Durant non ci sta, rimette tutto in piedi e dissotterra ancora l’ascia di guerra. I Thunder sono sul +5 quando arriva l’ora di far entrare la nostra panchina, e non è una bella notizia, rischiamo il tracollo. E invece le nostre seconde linee tengono la botta, in particolare il pivot Sacre, che disturba diversi tiri in aiuto a KD35 e Westbrook, tenendoci li incollati. Visto che regge, prolunghiamo l’ utilizzo della panchina di qualche minuto in più del previsto, perchè vogliamo tutto il quintetto fresco e riposato per la volatona finale, e la scelta pagherà. A tre minuti dalla fine, con noi sotto di uno, Kobe, fresco e arzillo, entra, s’inventa il canestro, subisce fallo e segna il libero (98-100). C’è poi un tre secondi offensivo ai Thunder e Kobe, sul nuovo possesso Lakers, spara la tripla che mette a sedere tutta la Chesapeake Arena (98-103). In un minuto e mezzo facciamo il break di 11-3 che ribalta tutto. A -1’30, sul 100-103, Sefolosha ha 5-6 metri di spazio wide open da tre per pareggiare, prende il ferro e sul ribaltamento di fronte un certosino gioco a due tra Metta e Kobe con il Mamba finalizzatore segna il divario decisivo (100-105). I falli sistematici la fanno finire 104-111, pareggiamo la serie 2-2 con un break di 13-5 negli ultimi quattro minuti, ci riprendiamo il vantaggio del fattore campo con Bryant sovrano a quota 37 punti, 14/26 al tiro e 10 assist. Doppia doppia anche per Metta World Peace (12 punti, 10 rimbalzi), mentre non bastano i 30 + 7 rimbalzi con 12/16 al tiro di Durant, né 29 più 9 assist di Westbrook.

Anche tutte le altre serie sono sul 2-2: Memphis-San Antonio, New York-Brooklyn e Miami-Chicago!

Friday, January 18, 2013

Western Conference Semifinals, game 3: LA Lakers - Oklahoma City Thunder


Gettare al vento diciotto punti di vantaggio e ritrovarsi ancora sotto nella serie. Garatre, se i Thunder dovessero passare il turno, sarà il rimpianto dei Lakers. Dwight Howard è inenarrabile, schiaccia in testa a OKC 25 punti nei primi 15 minuti partendo in palleggio dalla linea da tre e divelgendo il tabellone come Shaq ai tempi di LSU (“I cant believe it, I cant believe it”!  https://www.youtube.com/watch?v=riV3hvW8M64). Ibaka è demolito, si carica di falli e noi dominiamo di 18, 28-46 nel secondo quarto. La Chesapeake Arena, tutta tinta di blu elettrico in piena bolgia da playoff, è ammutolita e DH12, se continua di questo passo, va per i 60. Il dominio di Superman è talmente debordante - davvero non ci si spiega cosa gli sia preso in questa partita! - che ad un certo punto comincia a chiamare palla sulla linea da tre punti per distruggere gli avversari sul primo passo. Ed è qui che ci giochiamo la serie. Mentre Howard pensa al suo nuovo show, con il risultato di perdere palloni su palloni, Nick Collison comincia a lavorarci ai fianchi da sotto e porta OKC achiudere l’intervallo sotto solo di 6 (48-54). Il terzo quarto si apre con una nuova imperiosa schiacciata di Howard con 4° fallo pesantissimo di Ibaka (50-59), sembra il viacard per il nostro totale dominio sulla gara, e invece sarà il nostro ultimo momento di gloria. Russell Westbrook comincia ad attaccarci con penetrazioni incontenibili, Kendrik Perkins ‘comunica’ ad Howard che non è il caso di fare giochini con lui e DH12 sparirà dalla circolazione (solo 10 punti dopo l’intervallo), ma è soprattutto Kevin Durant che inizia a mettere in scena il suo show personale. A otto minuti dalla fine i Thunder, sotto di 18 nel secondo quarto, sono in vantaggio di sette (87-80) quando Bryant, solo undici punti nei primi tre quarti, comincia ad entrare in modalità Black Mamba. La fluidità, la sinuosità, la cinematografia dei canestri di Kobe sarebbero da rinchiudere sotto teca, un campionario di invenzioni che gli valgoni 13 punti nell’ultimo quarto e la parità a quota 101 a tre minuti dalla fine. Ed è qui che la Durantula ci pizzica: clamoroso tiro in sospensione di tabella, con fallo subito e libero realizzato, altra frustata dalla media in uscita da un blocco, altra sospensione ad uccellare World Peace, jump again l’azione dopo… KD35, in preda al sacro fuoco, chiude la questione da solo con 11 clamorosi punti negli ultimi due minuti e mezzo: dal 101-101 si passa al 111-103 a -1’16” e Durant, immarcabile, se la chiude con 40 punti, 17/29 e 7 rimbalzi. I trentacinque e 13 rimbalzi di Howard non servono a nulla. 2-1 Thunder, eravamo a +18... F U U U U C K ! ! ! ! !

Thursday, January 17, 2013

Western Conference Semifinals, game 2: LA Lakers - Oklahoma City Thunder


Kobe ne mette C I N Q U A N T A N O V E con 20 su 21 da due e pareggia da solo la serie con i Thunder sull’1-1 in una game 2 pazzesca, finita 124-117 without overtime... Supernatural. Il Black Mamba, depennato da Sefolosha in garauno, scompone gli atomi nella partita che i Lakers non possono perdere. Dodici punti nel 19-14 iniziale, 18 quando il primo quarto si conclude (31-25), 23 sul primo vantaggio gialloviola in doppia cifra ad inizio secondo quarto (38-27). Quando suona la sirena dell’intervallo e noi ci specchiamo su di un clamoroso +14 (67-53), Bryant ha già a referto 32 punti... Si può pensare ad un ‘palla solo a lui’, ad un uno contro cinque, ad un prendere e attaccare sistematicamente l’avversario in uno contro uno wiltchamberlainizzando senza ritegno. No. Quello che ‘spaventa’ è che il Mamba si prende tutti tiri giusti, senza forzare nulla, sospensioni dai 5-6 metri e da tre in uscita dai blocchi che si adagiano tutte nella retina. Un first half like this: https://www.youtube.com/watch?v=med9nvhCkao  dove a Kobe è mancato solo il gesto dello shrug... Non per i titoli, non per i record di vittorie degli anelli: è per la possibilità di vedere ‘dal vivo’ prestazioni del genere che lo alleno. La fluidità e la naturalezza del Mamba sono un qualcosa di cinematografico, la scarica emotiva che genera nello Staples in visibilio si diffonde fino a farci raggiungere anche il +18 (71-53)! Ma poi ci mettiamo a fare ‘specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame’ e Oklahoma City, che ha tutte le armi termonucleari per rimontare, ci termonuclearizza e rimonta. Già, perché all’ombra della prestazione del Mamba c’è un Kevin Durant castigatore (alla fine ne metterà 36) e un Russell Westbrook che da solo crea il terrore. Barea perde qualche palla di troppo, OKC si distende in fastbreakkamenti e così noi dall’81-66 (40° punto di Kobe) incassiamo un break di 19-33 al solfato di zinco che liquefa tutta Los Angeles.:  a sei minuti dalla fine il tabellone dice Lakers 100, Thunder 99…
E’ il momento di rimettere dentro Bryant. E Kobe, insieme a Nash, chiude la questione. Controparziale di 20-8, passiamo dal 100-99 al 120-103 in un attimo e garadue va in archivio. Kobe chiude con cifre da precipitati a Roswell: 59 punti, 20/21 da due, 4/10 da tre e 7/7 ai liberi. Cifre che fanno chiudere i Lakers con un clamoroso 63% from the court. Il Mamba oscura anche la grande prove di Nash (17 punti e 14 assist) o i 16 rimbalzi di Howard, per non parlare dei 27 punti con 8 assist di Westbrook o dei 21 con 7 rebounds di Kevin Martin. Oscura anche un dato incredibile, il 24-0 a favore dei Thunder nei punti su secondo tentativo, un dato che – in condizioni normali – sarebbe valso il 2-0 di OKC.

Monday, January 14, 2013

First Round, game 7: LA Lakers - Golden State Warriors



“ E’ U N O  S C A N D A L O!” “I T’ S  A  F U R T !” (è un furto). Mark Jackson scaglia di tutto nella conferenza stampa post garasette. Ma cosa pretendeva, di venire a casa del Coach Zen – 28 stagioni in Nba e 14 anelli – senza pagarne il ‘peso politico’??! Non può. Ed ecco che a 1’56” dalla fine, con i Lakers avanti solo di tre, arriva la fischiata incriminata, quella che non si chiama mai, in situazioni di questo genere: fallo tecnico ai Warriors per tre secondi difensivi… Si traduce in quattro punti, ovvero un libero senza nessuno a rimbalzo di Bryant e una tripla, sempre dello stesso Kobe, dopo la rimessa laterale: 101-94, game, set, match. ‘Tre secondi è quando arbitro fischia” si limita a commentare il Barba. La furia di “Action” Jackson ha ragione di esistere anche perché Golden State era a +7 a otto minuti dalla fine, in pieno controllo. Stava 74-81 e i Lakers avevano sprecato undici punti di margine costruiti tutti all’inizio del terzo quarto con tre minuti di autentico dominio dopo un primo tempo equilibratissimo (50-48 all’intervallo). Una tripla di Nash, un 2+1 di Metta, una frustata di Kobe ed un alley-hoop di Barea per Clark sembravano il viatico per la classica sbragata di una squadra – i Warriors – che si liquefa sotto il sole di L.A. dopo aver portato i grandi Lakers fino a qui. Niente di più sbagliato. Si sveglia Brandon Rush, protagonista delle prime gare di questa serie e poi calato, colpisce ripetutamente, sorpassa a allunga. A 8’ dalla fine è +7 Warriors. La provvidenza si chiama J.J. Barea: nel momento più difficile dei Lakers il play portoricano s’inventa dal nulla due bombe fiammeggianti in meno di 50 secondi che ristabiliscono l’equilibrio (80-81) e allora game seven si deciderà sugli episodi. Kobe, che di garesette ben più importanti ne ha giocate diverse, è il Grande Capo che mantiene la calma del gruppo. ‘Vi conduco io’ sembra dire, infondendo tranquillità. L’esempio è a 2’32” dalla fine, con noi avanti 94-92. L’azione è intricatissima, Kobe sembra andare for the giugular in post basso con un fade-away, ma è solo una diabolica trappola ben congeniata. Appena il Mamba rotea per il fader, attira il raddoppio del difensore di Metta e lì KB24 fa l’assist della serie, scaricando fuori a World Peace wide open. Remembering un’altra game seven? Posizioni diverse, ma il risultato è uguale. https://www.youtube.com/watch?v=Q-mT99HCFFI Baci ai bicipiti e 97-92.
I Warriors rimontano, riaprono a -3, ma qui arriva La Fischiata. Tecnico a Golden State, libero e tripla del Mamba. Game over. Finirà 107-96 con ‘quasi otto’ gialloviola in doppia cifra: Howard 21 punti, 13 rimbalzi, 8/8, Kobe 21 e 7 assist, Nash 14, Metta 12, Barea 10 e tre giocatori con 9 (Meeks, Clark e Gasol con anche 8 assist per il catalano). I Lakers sono alle Semifinali di Conference contro gli Oklahoma City Thunder. Chi vuole l'anello deve passare da qui.