La sede dell’El Segundo Times è in fermento, dai
finestroni della redazione volano fuochi d’artificio d’ogni tipo, lo champagne
scorre a fiumi: si sta preparando uno speciale di 432 pagine sulla garasette che
ha visto i Pelicans dominare a Los Angeles come mai visto fare in una game
seven: 82 Lakers, 93 Nola, punteggio bugiardissimo, perché già dal secondo
quarto ci hanno sbattuto più volte anche sotto di 19. Lakers fuori, eliminati
3-4 dopo essere stati in vantaggio 3-1. E’ il fallimento di questo gruppo.
Per “questo gruppo” qui si intendono soprattutto due
giocatori, Andrè Iguodala e Andrew Bogut, i due All Star arrivati alla fine
della prima stagione e che non hanno mai fatto fare il salto di qualità.
Quello, e pertando il CoachZen lo esclude dal libro nero, ce lo fece fare Kenneth
Faried, peraltro non esente da colpe: ma l’arrivo di Mamimal nell’estate 2015
fu l’innesco che proiettò i barbalakers fino all’ormai celebre “a cinque minuti
dall’anello”, ovvero l’esito di garasette delle Finals 2016 perse contro gli
Indiana Pacers.
Ma l’essere stati quasi campioni Nba due anni fa non
salva nessuno, perché sull’altro piatto della bilancia pesano due mancate
qualificazioni ai playoff (2014 e, clamorosa quella del 2017), un’eliminazione
al primo turno (2015) e un’eliminazione al secondo turno (2018). E al di là
degli Iguodala, Bogut o Deron Williams di turno, al di là dei trentanove anni di Bryant, il 99,99999% delle colpe sono del Barbatrucco, incapace di mettere su un
gruppo vincente e con la vecchiaia che si fa sentire anche su di lui: se il
giovane Barba impressionò (subito 4 titoli nei primi 5 anni di carriera), se il
middle-Barba mantenne lo standard di un titolo ogni due anni (13 anelli nelle
prime 26 stagioni), il vecchio Barba ha vinto soltanto quattro titoli negli
ultimi 16 campionati, e solo uno negli ultimi nove, ovvero le season complessive
al 2K14 (4 anni la prima Asso, 5 la seconda).
Se ci fosse un grafico sarebbe una linea in picchiata.
Per questo l’El Segundo Times ne chiede la decapitazione su Figueroa Street,
con la testa del Coach Zen portata sul cofano della macchina del Duca (cit).
End nau?
Le voci si rincorrono incontrollate. Posto che questa
seconda Asso è conclusa, ora si aprono più vie davanti al Coach Zen. Il ritiro,
ovvero un anno sabbatico per ricaricare completamente le pile e ripresentarsi
tra dodici mesi nel 2K16 next gen. Due settimane di pausa, ovvero l’approdo
classico all’universo successivo (2K15 old gen), o l’inizio della terza Asso nel
2K14. Dove? In tutti e tre i casi non si transige: Lakers. Fino a che ci sarà
Bryant!
Nel caso di probabile approdo al 2K15, singolare come l'ultima stagione prima del salto nel nuovo universo sia coincisa con la vendetta delle eliminate storiche: nell'ultima stagione del 2K13 furono i San Antonio Spurs ad eliminarci per la prima volta nella barbastoria dopo decenni nei quali i gialloviola li avevano fatti sempre fuori nei 2Kplayoff. Idem quest'anno è accaduto con New Orleans, sempre eliminata in passato dai barbalakers. Ma l'avevano detto gli analist: il Barba, quando si avvicina il salto in un nuovo universo, non mantiene alta la concentrazione. A febbraio il CoachZen una garasette non l'avrebbe mai persa così.







