N B A C H A M P I O N S ! ! ! Nel silenzio irreale dell’AA Arena i Los Angeles Lakers vincono 94-109, spazzano via 4-0 i Miami Heat e tornano sul tetto del mondo, cinque anni dopo l’ultimo trionfo! Il Barba si infila il diciasettesimo anello della carriera nelle dita del piede, ne rimangono solo tre libere, poi sarò costretto a ricorrere al piercing per farceli stare tutti. Ma questo è soprattutto il titolo di Kobe Bryant, premiato, forse un po’ a sorpresa ma meritato, come Mvp di queste Finali!
Ci si
aspettava Paul George, 17 punti, 8 rimbalzi di media e una clamorosa difesa su
LeBron James, ma per PG ci sarà tempo l’anno prossimo: il Bill Russell Award di
quest’anno dato al Mamba Nero ha un significato, è il perfect ending di una
promessa, quella che il Ventiquattro fece a sé stesso all’alba dell’eliminazione
nelle Western Conference Semifinals dell'anno scorso contro Portland, quel clamoroso
tracollo from 3-0 to 3-4 di cui Bryant fu l’additato numero uno. Sulla soglia dei 38 anni, che compirà ad agosto, Kobe
chiude i playoff alla media di 27.7 punti a partita (erano 25 in regular
season) e solo per pochi mesi è il secondo Mvp delle Finali più vecchio della storia Nba,
dietro ad un altro Lakers, Kareem Abdul Jabbar, che lo vinse a 38 anni compiuti, nel
1985.
Che i Lakers avessero fame di questo titolo, lo si è
visto subito nella prima azione di garaquattro. LeBron cerca di spostare via
George di spalla più e più volte, non ci riesce, allora opta per un tiro in
avvitamento e si prende una stoppata clamorosa dall’ex Pacers! Messaggio. Il
resto, nelle cifre: dopo 8 minuti di gioco, Heat 7, Lakers 20, con Miami
congelata al 23% al tiro dalla nostra incredibile difesa, mai vista come oggi.
Arriviamo anche a +19 prima della rimonta tutta anima e core guidata da Dwyane
Wade, il simbolo di Miami. Arrivano anche a -8 con l’AA Arena tutta in
ebolizione e il rischio di essere risucchiati, ma qui esce fuori tutta la
carica agonistica di chi ha scelto proprio la gara del titolo per fare la
sua prima doppia doppia in Nba: Daniel Hackett. Alla fine avrà 12 punti con 12
assist, ma è sul -8 Miami a 13’ dalla fine e l’inerzia tutta dalla loro che
Daniboy rigira il match a nostro favore con due recuperi consecutivi su Norris
Cole e relative schiacciate in contropiede. L’ultimo quarto, aperto dalla
tripla di Wesley Johnson per il +17 (71-89) è solo passerella, è solo un lungo
attendere il countodown e -5”.. -4”.. -3”.. -2”… -1”…. E’ andata!!!
Hippy-pi, ‘zzo ci fai lì dentro??
Era l'unico modo entrare. Non potevo mancare Coach!
Non ti fai vivo da cinque anni, che cazzo fai adesso?
L’ultima volta ti avevo lasciato che giocavi alla Stella Rossa di Belgrado
Alleno Coach, proprio come te. Ora sono assistente a
Gonzaga, la mia università.
Hippy-pi, te che alleni è come Razzi direttore dell’Accademia
della Crusca. Le hai portate, hippy-pi?
Sono qua fuori Coach
Sono qua fuori Coach
Andiamo
Destinazione?
Destinazione?
Nowhere, come sempre






