1. Zen, non è poi andata così male, in fondo uscire alle Western Conference Finals contro i Thunder ci sta.
“Quando alleni i Lakers, questi Lakers di Kobe Bryant, ci sta solo una cosa: il titolo Nba. Qui non solo non abbiamo chiuso la stagione con una vittoria, ma siamo usciti dalla Chesepeake Arena con un umiliante -37 in garacinque. I tifosi hanno ragione ad essere inferociti, lo sono anch’io. Quel -37 lo stamperò a caratteri cubitali e da lì che dobbiamo ripartire, come facemmo dopo il -39 di garasei a Boston nelle Finals 2008”.
2. Che stagione è stata?
“In perenne ricerca di un’identità. Abbiamo iniziato con una campagna acquisti sottotono e con un azzardo troppo azzardo (il 38enne Rasheed Wallace inattivo da due anni, ndr), siamo partiti con un “quasi” 0-3 e con le “quasi” mie dimissioni dopo una partenza da 17-42 in una gara (poi vinta) contro i Raptors. Ad un certo punto eravamo a rischio playoff. Poi l’arrivo di Kirilenko ci ha fatto svoltare la stagione, abbiamo chiuso con un discreto 18 vinte e 11 perse, anche se non siamo mai andati oltre il quinto posto a Ovest. Lo “sweap” nel primo turno contro i Mavs facilitato dall’infortunio di Nowitzki è stato illusorio, il crack di Kirilenko in garadue contro i Blazers ha forzato la serie con Portland fino a garasette, vinta solo di un punto con un tiro allo scadere di Bryant. Era già un segnale. Comunque fino all’inizio dell’ultimo quarto di garatre contro i Thunder, nonostante AK47 infortunato (ma in campo), eravamo dentro alla serie, ce la giocavamo quasi alla pari. Quella sconfitta in garatre ci ha virtualmente chiuso le porte della Finale. Ma forse è stato il mercato estivo che ci ha segnato l’annata, i non chiari obiettivi iniziali dove si era partiti con un basso profilo. Le squadre forti si costruiscono in estate.”
3. Come ha intenzione di ripartire?
“Tutti si aspettano una rivoluzione, un nuovo ciclo. Non avverrà ciò, però ci saranno acquisti importanti, forse un potenziale All Star, anche se per ora non posso far nomi. Per competere con Oklahoma City, Miami, Chicago e anche San Antonio – non dimentichiamo che gli Spurs avranno la seconda scelta assoluta – dovremmo attrezzarci a dovere, considerando che Kobe la prossima stagione avrà 35 anni. Ma non solo: dovremo fare una squadra “stimolante”, con un futuro almeno a medio termine. L’arrendevole -37 in garacinque contro i Thunder è frutto anche della sensazione di non futuro della squadra.”
4. Voci incontrollate parlano di un clamoroso divorzio da Mike Brown…
“E chi dovremmo prendere al suo posto, Stramaccioni?”
5. Tutti i newspepa sono a caccia di dove andrà Gasol
“Rimarranno delusi. Per quel che ne so io, Pau resterà con noi. In questi casi, prima di fare scelte avventate, è sempre utile farsi la domanda al contrario: se non lo avessi, cercherei di prendere Gasol? La risposta è sì. Bene, ce l’abbiamo già!”
"Rimettiamo insieme la vecchia banda. Facciamo qualche serata, facciamo un po' di grana, bang! Cinquemila bigliettoni". "Sì ma rimettere insieme la banda... insomma, non è mica tanto facile, Jake". "Ma che stai dicendo?" ..... "Si sono sciolti. Ora fanno tutti lavori rispettabili."
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Monday, April 2, 2012
Sunday, April 1, 2012
Western Conference Finals, game 4 & 5: Oklahoma City Thunder - LA Lakers
Finisce alle Western Conference Finals contro gli Oklahoma City Thunder l'avventura della prima stagione del Secondo Mondo. Durant & Co. ci danno la mazzata totale in game four, espugnando per la seconda volta consecutiva lo Staples Center per 96-102, con 38 'caramelle' di un immarcabile KD35 e 20 plus 13 assist di Russell Westbrook. Sotto 1-3 nella serie, come spesso capita a LA LA Land, si aprono definitivamente i boccaporti del sottomarino e affondiamo in garacinque nella Fossa delle Marianne della Chesapeake Energy Arena sotto un umiliante 102-65...
NBA FINALS
Oklahoma City Thunder - Miami Heat 1-4
Kobe esce dal campo con tutti gli indici puntati addosso. Il Mamba Nero, 34 anni, è stato letteralmente surclassato dal nuovo fenomeno Kevin Durant, anche se poi KD35 si è dovuto arrendere in Finale al più straripante LeBron James che ha trascinato gli Heat alla vittoria del titolo per 4-1: in Finale OKC ha pagato a caro prezzo un infortunio/acciacco occorso a James Harden.
Ma mentre a Miami si celebra il secondo anello di questo Universo (il primo arrivò nella prima stagione del Primo Mondo, 4-2 contro di noi), a El Segundo è già tempo di processi feroci. Sono già al lavoro nel mio ufficio quando fuori cominciano a volare pietre contro le vetrate della sede dei Lakers. I tifosi vedono una squadra che non ha più un futuro, sanno che il Black Mamba non potrà più essere quello del back-to-back 2009-2010; è un momento chiave nella storia yellowiola. Tirare ancora avanti col vecchio gruppo, puntellandolo il giusto che serve per tornare a competere, o fallout nucleare totale con cessioni illustri? A El Segundo l'aria si è fatta pesante: l'ufficio è piccolo e John Kuester non la smette di fare puzzette.
I risultati delle Conference Finals
Western Conference
Oklahoma City Thunder - Los Angeles Lakers 4-1
Eastern Conference
Philadelphia 76ers - Miami Heat 1-4
Western Conference
Oklahoma City Thunder - Los Angeles Lakers 4-1
Eastern Conference
Philadelphia 76ers - Miami Heat 1-4
NBA FINALS
Oklahoma City Thunder - Miami Heat 1-4
Saturday, March 31, 2012
Western Conference Finals, game 3: Oklahoma City Thunder - LA Lakers
Troy Murphy fa esplodere lo Staples Center infiocchettando la tripla dell’83-77 a 9’ dalla fine, manca ancora tantissimo, ma è il simbolo di un palese controllo Lakers sulla partita e che dura da inizio secondo quarto. Tutto scorre fluido, traiamo energie vitali dalla panchina e nell’aria si odora aria di fuga decisiva. Nessuno si poteva immaginare che da lì alla fine i Thunder ci avrebbero rovesciato addosso 34 punti negli ultimi nove minuti, sbancando lo Staples 104-111 e riappropriandosi del fattore campo. F U u u U u U C K ! ! ! ! ! !
La nostra è una sconfitta pesantissima, arrivata dopo tre quarti giocati alla perfezione, toccando anche un massimo vantaggio di 12 punti a 3’ dall’intervallo (47-35) quando un carichissimo Goudelock piazzava cinque punti consecutivi, trainando dietro di sé anche un ottimo Matt Barnes e un solidissimo Przybilla. E’ la nostra panchina a fare la differenza, giocandosela a viso aperto senza paura! Oklahoma City tenta diverse rimonte trainata da un incontenibile Russell Westbrook (39 punti, seppur con 34 tiri, 7 assist, 8/8 ai liberi), ma noi troviamo sempre materiale per rispondere. Nel terzo quarto è Pau Gasol a convertire in appoggi and one in back door sugli scarichi in penetrazione, ma seppur i Thunder siano sempre lì in contatto, la sensazione di controllo dei Lakers è palese. Tutto lo Staples, da un momento all’altro, si attende la furia yellowiola decisiva, quella del breakkone spezza-partita, e quando Murphy esplode da tre per l’83-77, attiva contemporaneamente il detonatore di tutta LA LA Land perché sembra essere proprio quello il segnale della fuga imminente. Sembra…
Kevin Durant, che fin lì ci aveva assestato sporadiche coltellate ai fianchi senza farci troppo male, comincia ad affondare colpi molto più profondi. Nel giro di pochi minuti i Thunder ci acciuffano e ci sbattono con violenza a -9 a 3’46” dalla fine (89-98) seppellendoci sotto un parziale toglifiato di 22-6 in poco più di cinque minuti. Siamo alla loro mercè. Ci rifugiamo così nella zona 2-3, un paio di recuperi e un “and one” di Kobe riscaldano nuovamente tutto l’ambiente trainandoci a -2 (98-100 a -2’07”), ma KD35 è un Mount St.Helen’s in piena eruzione. Lancio lungo da fondocampo di Westbrook, “The Durantula” riceve sulla linea da tre, si gira e tira subito, senza neanche palleggiare: tripla sanguinosissima (98-103). Kobe perde tre palloni intestardendosi contro tutti, ma OKC non segna e siamo ancora lì quando Bynum fagocita a sè un rimbalzo offensivo nel traffico e lo converte nell’appoggio al vetro del -1 a 60” dalla fine (102-103). La bolgia dello Staples è assordante, ma si spegne in fretta. Durant si va a prendere due liberi che ci fanno malissimo (102-105), Kobe rimane stritolato in entrata dalla difesa dei Thunder, gli arbitri non fischiano nulla (ci stava il fallo) e KD35 attira su di sé un altro fallo e un altro viaggio in lunetta. L’ennesimo 2/2, a -39”, è la sentenza: 102-107 e non c’è più tempo per ribaltare. Finisce 104-111 con Durant Mvp a 33 punti, 11/16 al tiro e 9/9 in lunetta che si sommano ai 39 di Westbrook e al perfetto 21/21 di tutti i Thunder dalla linea della carità. Non bastano ai Lakers i 24 di Bryant, punti macchiati dalle 5 perse, di cui tre decisive nell’ultimo minuto. 2-1 OKC: la strada per le Finals, per noi, si fa molto in salita.
Friday, March 30, 2012
Western Conference Finals, game 2: Oklahoma City Thunder - LA Lakers
Sminiaturizzati. Agli Oklahoma City Thunder non sono andati giù i 59 punti e 17 rimbalzi di Bynum in garauno. Non sono andati giù gli 89 punti complessivi della coppia 'Drew-Gasol. E ce l'hanno fatto capire con tutto il loro arsenale nucleare, fallouttandoci via senza repliche con un 106-80 che non riesce nemmeno a spiegare appieno il dominio di OKC in questa garadue di Western Conference Finals. Dopo pochi minuti è già 11-2, che poi diventa un 17-4 che poi si trasforma in un 21-6 con Bynum a schiantarsi contro la difesa fisica di Kendrick Perkins, che questa volta sembra metterla sul personale e spinge via "Mr.59 points" come in un incontro di lotta greco romana. A -1'24" dalla fine del primo quarto i Thunder rompono già il muro del suono del più venti con una schiacciata in contropiede di Sefolosha e fallo annesso di Bryant: 2+1 e tabellone che dice 29-8... Che poi diventa 34-10, e siamo ancora nel primo quarto dove noi scalpelliamo i ferri con un orrendo 4/18 e loro dipingono quadri preraffaelliti con un 14/21. E' una carneficina. Nei primi minuti del secondo periodo Oklahoma City tocca il picco sul 42-15, un +27 che spazza via tutto. Incredibile.
Al +26 finale ci sono 32 punti di Kevin Durant e 30 di Russell Westbrook, mentre al "Mr.59" viene data una lezione, riportato sulla Terra con 11 punti e 3/11 al tiro. E anche Bryant (7/17 al tiro) non può nulla e sparisce contro la difesa di Sefolosha. Come si possa passare in poche ore dai 120 punti segnati in garauno (senza supplementari) agli 80 di garadue è il dibattito che si sta aprendo a LA LA Land. Certo è che le due "monotattiche" dei Lakers della prima partita (palla solo sotto e zona tutta per 40') in questo secondo match sono state polverizzate. La "carogna fisica" e l'orgoglio con i quali sono scesi in campo Kendrick Perkins e Serge Ibaka e l'abilità tattica di coach Scott Brooks ci hanno immediatamente mandato un messaggio di devastazione nucleare. Raccogliamo i cocci, saliamo sull'aereo e torniamo a Los Angeles a proteggere il nostro fortino alla bene e meglio. 1-1, come Heat-Sixers.
Al +26 finale ci sono 32 punti di Kevin Durant e 30 di Russell Westbrook, mentre al "Mr.59" viene data una lezione, riportato sulla Terra con 11 punti e 3/11 al tiro. E anche Bryant (7/17 al tiro) non può nulla e sparisce contro la difesa di Sefolosha. Come si possa passare in poche ore dai 120 punti segnati in garauno (senza supplementari) agli 80 di garadue è il dibattito che si sta aprendo a LA LA Land. Certo è che le due "monotattiche" dei Lakers della prima partita (palla solo sotto e zona tutta per 40') in questo secondo match sono state polverizzate. La "carogna fisica" e l'orgoglio con i quali sono scesi in campo Kendrick Perkins e Serge Ibaka e l'abilità tattica di coach Scott Brooks ci hanno immediatamente mandato un messaggio di devastazione nucleare. Raccogliamo i cocci, saliamo sull'aereo e torniamo a Los Angeles a proteggere il nostro fortino alla bene e meglio. 1-1, come Heat-Sixers.
Thursday, March 29, 2012
Western Conference Finals, game 1: Oklahoma City Thunder - LA Lakers
Può uno che mette insieme 30 punti, 12 rimbalzi, 10/11 dal campo e 10/10 ai liberi - come ha fatto Gasol in garauno delle Western Conference Finals a Oklahoma City - non essere nominato Mvp della partita? Sì, se c'è qualcun altro che ha fatto di meglio...
A fine partita i giornalisti lo assalgono. Passa perfino in secondo piano il risultato della partita, un roboante 110-120 per i Lakers, di fronte ai 59 punti e 17 rimbalzi di Andrew Bynum, con 20/28 dal campo e 19/26 in lunetta, la terza prestazione di sempre nei playoff dopo i 63 punti di Jordan nel 1986 e i 61 di Elgin Baylor nel 1962, miglior prestazione di sempre in una Conference Finals superando i 50 di Wilt Chamberlain nel 1960!
Sono gli effetti collaterali della "monotattica" del Coach Zen, già usata nella seconda stagione del Primo Mondo contro i Thunder sfruttando Ilgauskas: palla solo sotto. Ogni azione. Sempre.
E quello che si smarcava meglio era sempre Bynum. Palla a lui, ogni attacco, solo a lui e se non segnava, si andava a prendere falli e viaggi in lunetta. E non essendo Shaq, ma avendo una buona mano a gioco fermo, Bynum ha devastato, caricando immediatamente tutto il reparto lunghi dei Thunder, incapaci di contenere la sua mole. Ne avrebbe potuti fare 70-75. Ne aveva già 39 all'intervallo, ne aveva già 53 a 3' dalla fine del terzo quarto, con il record di Jordan che sarebbe stato polverizzato. Ma il Coach Zen, capito il momento e con la gara già in cassaforte (+14 a più riprese, poi +16 massimo sul 111-95) ha deciso di non profanare il Mito. E così Bynum è stato tenuto in panchina, scatenando Gasol, letteralmente immarcabile nel deserto dei lunghi spazzati via da Bynum. Non servono a nulla i 34 di Durant (erano già 23 a metà secondo quarto) o la doppia doppia da 23 punti e 14 assist di Westbrook. Tutti i Thunder hanno sbattuto contro la zona 2-3 che il Coach Zen ha fatto dal primo all'ultimo minuto, altra "monotattica" insane senza pietà, ma che vale l'1-0 e il rovesciamento del fattore campo!
Il Mostro dell'Area formato da Bynum + Gasol ha prodotto insieme 89 punti, 29 rimbalzi, 30/39 dal campo e 39 liberi tentati. O i Thunder cominciano ad usare la zona, oppure non sarà l'unica prestazione da record della serie...
A fine partita i giornalisti lo assalgono. Passa perfino in secondo piano il risultato della partita, un roboante 110-120 per i Lakers, di fronte ai 59 punti e 17 rimbalzi di Andrew Bynum, con 20/28 dal campo e 19/26 in lunetta, la terza prestazione di sempre nei playoff dopo i 63 punti di Jordan nel 1986 e i 61 di Elgin Baylor nel 1962, miglior prestazione di sempre in una Conference Finals superando i 50 di Wilt Chamberlain nel 1960!
Sono gli effetti collaterali della "monotattica" del Coach Zen, già usata nella seconda stagione del Primo Mondo contro i Thunder sfruttando Ilgauskas: palla solo sotto. Ogni azione. Sempre.
E quello che si smarcava meglio era sempre Bynum. Palla a lui, ogni attacco, solo a lui e se non segnava, si andava a prendere falli e viaggi in lunetta. E non essendo Shaq, ma avendo una buona mano a gioco fermo, Bynum ha devastato, caricando immediatamente tutto il reparto lunghi dei Thunder, incapaci di contenere la sua mole. Ne avrebbe potuti fare 70-75. Ne aveva già 39 all'intervallo, ne aveva già 53 a 3' dalla fine del terzo quarto, con il record di Jordan che sarebbe stato polverizzato. Ma il Coach Zen, capito il momento e con la gara già in cassaforte (+14 a più riprese, poi +16 massimo sul 111-95) ha deciso di non profanare il Mito. E così Bynum è stato tenuto in panchina, scatenando Gasol, letteralmente immarcabile nel deserto dei lunghi spazzati via da Bynum. Non servono a nulla i 34 di Durant (erano già 23 a metà secondo quarto) o la doppia doppia da 23 punti e 14 assist di Westbrook. Tutti i Thunder hanno sbattuto contro la zona 2-3 che il Coach Zen ha fatto dal primo all'ultimo minuto, altra "monotattica" insane senza pietà, ma che vale l'1-0 e il rovesciamento del fattore campo!
Il Mostro dell'Area formato da Bynum + Gasol ha prodotto insieme 89 punti, 29 rimbalzi, 30/39 dal campo e 39 liberi tentati. O i Thunder cominciano ad usare la zona, oppure non sarà l'unica prestazione da record della serie...
Monday, March 26, 2012
Western Conference Semifinals, game 6: LA Lakers - Portland Trailblazers
La porta dello spogliatoio si spalanca improvvisamente, c’è un biondino filiforme, col naso adunco, pettinato da una piallatrice, con una vodka nella mano sinistra e un prijanik in quella destra: “have no fear, AK47 is here!”.
Gary Vitti, il nostro storico preparatore atletico, ha fatto il miracolo e ha rimesso in piedi Kirilenko prima dei tempi stabiliti! E il russo con 22 punti e 9/14 al tiro ci trascina al 75-87 con il quale sbanchiamo il Rose Garden in garasei, portando questa intensissima sfida con i Portland Trailblazers alla gara che merita: game seven! ! ! DAI CAZZOOOOOoOO!!!!!!! Dopo il crollo catastrofico allo Staples di garacinque non sembravano esserci più speranze per questi Lakers e invece ora la situazione si è completamente ribaltata, anche alla luce del grave infortunio occorso ad una pedina-chiave come Gerald Wallace che si rompe il polso ad inizio quarto quarto e finisce qui la sua stagione.
Noi partiamo carichi, feroci su ogni pallone, ma l’ecleccità dei Blazers ci sovrasta e Portland inizia subito a comandare pericolosamente (27-19): è l’entrata di Kirilenko che cambia volto a tutto. Il russo è un martello pneumatico sugli scarichi, apre la scatola con 13 punti e 2/2 da tre nel secondo quarto pareggiando la partita e mandandoci avanti 38-43 all’intervallo. Chirurgico in attacco, AK47 è un fattore determinante anche in difesa da n°4 su Aldridge, così come è fondamentale l’energia che ci mette Devin Ebanks che costringe Wes Matthews a 4 falli ad inizio terzo quarto. A dieci minuti dalla fine siamo a +9 (59-68) con il russo che ne ha già 20 in saccoccia, poi l’infortunio al polso di Wallace completa l’opera. Senza Gerald Wallace, con Wes Matthews bloccato dai falli e Lamarcus Aldrige limitato da Kirilenko, noi ce ne possiamo andare in tutta tranquillità chiudendo sul massimo vantaggio di 16 punti a pochi minuti dalla fine (71-87). E’ Bryant ad essere impropriamente nominato Mvp (22 punti, 5 assist, 8/18), coccarda che invece andava affissa sul petto del russo dallo sguardo di ghiaccio che sceglie proprio il momento giusto per firmare il suo high stagionale in maglia Lakers. Non possono nulla i 24 punti di un ancora ottimo Raymond Felton.
La serie tra Lakers e Blazers va dunque a garasette broda, at the Staples Center. Come in quella storica partita dei playoff 2000. Kobe c’era anche allora. Saliamo subito sul volo di ritorno nella notte. Sbarchiamo assonnati a LA LA Land mentre i rotori dei newspape stanno stampando l'edizione mattutina dell'LA Times.
Intanto i Philadelphia 76ers, sorpresa della regular season, si confermano anche nei playoff facendo fuori 4-1 gli Indiana Pacers e raggiungendo le Eastern Conference Finals contro i Miami Heat. Altrettanto a sorpresa la sfida tra gli Oklahoma City Thunder e i Memphis Grizzlies: Durant & Co. sembravano poterla chiudere facile dopo la partenza sul 2-0, ma anche loro se la dovranno vedere in garasette!
Sunday, March 25, 2012
Western Conference Semifinals, game 5: LA Lakers - Portland Trailblazers
Catastrofe nucleare. I Portland Trailblazers vengono a sbancare lo Staples Center in garacinque delle Western Conference Semifinals con un clamoroso +26, tenendoci alla miseria di 61 punti segnati con 24/71 al tiro... E il 61-87 con il quale la squadra di Nate McMillan viene a distruggere LA LA Land non solo riconsegna il vantaggio del fattore campo a Portland, non solo dà a loro anche due match-point (di cui uno casalingo) per chiudere tutti i discorsi, ma mina definitivamente tutte le (poche) certezze dei Lakers, frantumatesi subito in un primo quarto incredibile, partito con i Blazers indemoniati a segnare i primi 10 tiri su 13 skizzando già a +22 dopo 10 minuti (14-36)... Il resto della partita non è mai esistito. La difesa degli oregoniani sta facendo una differenza inumana: Bynum e Gasol non riescono a muoversi contro Marcus Camby, e Lamarcus Aldridge mangia in testa a tutti. Wes Matthews sta cancellando Kobe dal campo forzandolo a percentuali bassissime (sembra il Bryant delle Western Conference Semifinals perse 0-4 nel real world contro Dallas), così come si sta facendo enormemente sentire la mancanza di Kirilenko e di un vero play titolare, visto che Fisher, per motivi anagrafici, non lo è più e Goudelock è solo un buon cambio del Venerabile Maestro: non a caso Raymond Felton sta facendo quello che vuole. Dal 2-1 Lakers al 2-3 e spalle al muro con un -26 casalingo sul groppone. Dobbiamo cancellare tutto in fretta, rifare le valigie, andare all'areoporto e salire sul volo per Portland con in testa un unico concetto: portiamo la serie a garasette, a casa nostra.
Western Conference Semifinals, game 4: LA Lakers - Portland Trailblazers
Il morso velenifero questa volta è suo, di un incontenibile Raymond Felton, che infila gli incisivi affilati nelle carni yellowiola scotennando il tiro in sospensione del 94-89 a 27" dalla fine che ci schianta al suolo. Avevamo riaperto tutto, eravamo risaliti dal baratro di un terminale -7 a -1'42" dalla fine (92-85) riacciuffando la gara sul -3 con un gancetto di Gasol a -47". Ma l'ex Nuggets ci ha teminated, nella sua partita da indiscutibile Mvp (24 punti, 8 assist, 8/17 al tiro). 2-2 guys! F U C K !
Dopo la sconfitta in casa in garatre, Portland fa capire subito che per noi non ci sarà trip for cat. Lamarcus Aldridge scherza Gasol ovunque e gli pianta in faccia 12 punti nel primo quarto, trascinando i Blazers al 13-4 iniziale. Rimontiamo e passiamo anche avanti di quattro nel secondo periodo, ma qui è Gerald Wallace a scatenarsi con 9 punti che spediscono i Blazers sul 47-37, grazie anche al grandissimo lavoro difensivo di Marcus Camby. Sulle ali di un incontenibile Raymond Felton i padroni di casa toccano il massimo sul +12 nel terzo quarto, ma qui ancora una volta è la panchina dei Lakers che scompone la molecole di garaquattro, ribalta tutto e con due triple firmate Burks e Barnes e un rimorchio targato Gasol si torna in parità a quota 71. A 22" dalla fine del terzo quarto una quasi tripla di Fish ci rimette avanti di due (71-73): sarà un nostro raro e ultimo vantaggio.
Portland apre in furia cieca l'ultimo quarto e una bomba dell'ottimo Ismael Smith a 7' dalla fine appare già una sentenza (84-75). Rientriamo con Kobe (29 punti, 10/23) che va ad attirarsi falli in post basso, ma la squadra di McMillan si trova a memoria e sembra archiviarsi tutto quando un loro pick n' roll produce la schiacciata solitaria di Camby del 92-85 a 1'49" dal termine. Risaliamo miracolosamente fino al -3, ma Felton ci inietta il veleno. F U U U u u C K !
Nelle altre sfide 2-2 sorpresa anche tra Oklahoma City Thunder e Memphis Grizzlies, e 3-1 dei Philadelphia 76ers sugli Indiana Pacers, fermati dai pesanti acciacchi/infortuni di Paul George e Roy Hibbert. Miami, quinta a Est, ha innestato il turbo in questi playoff e dopo lo "sweap" agli Atlanta Hawks ha rifilato un notevole 4-0 anche ai Boston Celtics: i tre Amigos sono già alle Eastern Conference Finals.
Saturday, March 24, 2012
Western Conference Semifinals, game 3: LA Lakers - Portland Trailblazers
La bolgia del Rose Garden è assordante quando Kobe va in lunetta con due liberi che pesano quanto una palla medica; mancano 16” alla fine, i Lakers sono avanti soltanto di uno (84-85). Bryant carica il primooo… dentro (84-86)! Carica il secondooo.. dentro (84-87)! Ma Portland ha ancora l’ultima azione, Felton ci taglia in due la difesa che collassa su di lui lasciando libero Wes Matthews oltre l’altro, Felton lo vede, Matthews riceve wide-open ma incredibilmente esita una frazione di secondo perdendo il ritmo. Quando scocca la bomba per il possibile overtime si vede subito che esce fuori scentrata: suona la sirena, la parabola si schianta sul ferro ed è vittoria Lakers!!! DAICAZZOOOoooOOoOooOOOoOoOOO!!!!!!!!!
Ma quella che va in scena in Oregon non è una gara di playoff, è una guerra nucleare senza esclusione di colpi, spiegata meglio da un dato su tutti: 0/11 complessivo al tiro delle due squadre e solo 2-0 sul tabellone (2/2 di Fisher ai liberi) nei primi 4 minuti di gioco… W A R. Ma dal secondo quarto i Blazers cominciano a fagocitarci. Questa volta è l’ottimo play di riserva (pescato dai free agent) Ismael Smith che detta i ritmi, con Aldridge e Batum a finalizzare per il +7 Portland (37-30). Ci rimettiamo in sesto, si scatena un’autentica battaglia furiosa nel terzo quarto dove ci si sorpassa e controsorpassa ad ogni azione, nessuno cede un minimo centimetro all’altro. Ma sul finire del terzo periodo la nostra panchina entra in un mini-Nirvana: il quintetto formato da Goudelock, Burks, Barnes, Ebanks e l’ex Przybilla sorprende i Blazers e ci proietta fino all’inaspettato +8 del 55-63, grazie soprattutto ad un sorprendente Alec Burks (11 preziosissimi punti from the bench) e alla difesa atletica di Ebanks su Aldridge. Quando rimettiamo dentro i titolari, Portland impiega meno di un minuto per tornare a -1 (68-69 a 5’19” dalla fine) e allora la chiave deve essere proprio lì, nello spot di numero 4, dove c’è il vuoto difensivo che lascia Gasol. Chiudiamo quel buco lasciando lo spagnolo in panchina per gli ultimi minuti (alto rischio!), piazzando World Peace là sotto insieme a Bynum. Una dunk sorprendente di Metta a difesa schierata spezza l’equilibrio a -3’37” dandoci il +6 (72-78), ma Aldridge è in agguato: gancetto, bucket, -2 Blazers a 2’06” dalla fine (78-80). C’è aria di sorpasso, il Rose Garden è un bolgia nucleare, la zittisce subito il Venerabile Maestro: pescato al bacio in angolo da Bryant, Fisher infiocchetta la tripla del +5 L.A. a -1’59” che sembra indirizzare tutto verso la landa yellowiola. Ma non è ancora finita. Portland c’è ancora, e quando Felton taglia come il burro la nostra difesa e va a depositare il -1 a 19” dalla fine, c’è aria di clamoroso ribaltone (84-85). Non sarà così: Bryant è freddo dalla lunetta (84-87), Matthews wide open da tre attende troppo e perde il ritmo. 2-1 Lakers!
Bryant è l’Mvp eletto con 21 punti ma 4/14 dal campo, ma è Alec Burks (11) la vera variabile che ha fatto girare questa garatre di una serie stradurissima.
Friday, March 23, 2012
Western Conference Semifinals, game 2: LA Lakers - Portland Trailblazers
Partono smoccoli boreali in cirillico quando AK47 scende giù da un rimbalzo, si contorce a terra tenendosi la caviglia ed è probabile che sia finita la sua stagione. Siamo sull'orlo dello 0-2 quando LaMarcus Aldridge inchioda da solo il +7 Blazers a 3’14” dalla fine. Erutta lo Staples Center quando Andrew Bynum corregge in tap-in il fader decisivo sbagliato da Kobe a -5" e ci regala l’80-77. Deborda tutta LA LA Land in una smodata esultanza da vittoria del titolo quando Raymond Felton frantuma sul ferro da 8 metri la bomba per l’overtime!
Succede di tutto nella garadue tra i Lakers e i Blazers, una partita durissima in stile Bulls-Pistons di fine anni 80. La difesa di Wes Matthews costringe Kobe ad un terrificante 4/18 nel primo tempo, dove le due squadre ci arrivano col 37% e 34% al tiro. La caviglia di Kirilenko salta via nel secondo quarto (dalle 2 alle 4 settimane di stop… F U C K ! ! !), dal terzo periodo Gerald Wallace e Jordan Crawford ci castigano e Portland comincia a macinare punti di margine attraendo la partita a sé. A fine terzo quarto il punteggio è solo 50 pari...
A -3’14” dalla fine Lamarcus Aldridge converte in schiacciata solitaria un rimbalzo offensivo nel deserto ed è 64-71 Blazers, quasi 0-2 e serie semi-compromessa. Ma poi se ne vedono di ogni: una rubata di Metta World lancia Kobe verso uno spettacolare tiro in esitation subendo fallo like this http://www.youtube.com/watch?v=xi1aO17iKxI : libero realizzato e -2 Lakers (69-71). L’azione dopo Lamarcus Aldridge fa fallo in attacco per un blocco irregolare su Fisher e Kobe ringrazia impattando a 71. A -1’20” un paradisiaco pick’n roll sull’asse Fisher-Gasol porta lo spagnolo ad una schiacciata devastante con fallo di Aldridge in recupero: 2+1 di Pau e primo +3 Lakers (76-73)! Felton non s’arrende, castiga la retina a -59” (76-75), Kobe risponde con una frustata in faccia a Crawford (78-75), Aldridge dipinge il gancetto del nuovo -1 Blazers a 32” dalla fine (78-77) e noi ci andiamo a giocare la penultima azione della partita. Dobbiamo segnare a tutti i costi, palla al Mamba, schiena contro il petto di Crawford, Kobe si gira e scocca il fade-away al limite dei 24”... ferro-fuck! Ma non faccio in tempo a smoccolare in assirobabilonese che Bynum anticipa Aldridge e fa esplodere lo Staples strappando l'offensivo e convertendolo al volo con un tap-in alla tabella a 5" dalla fine (80-77)!. Rimessa Blazers, forziamo Felton a riceverla lontano, due palleggi, il tiro da 8 metriiiiii…non va! 1-1!
La panchina dei Lakers entra in campo come dopo la vittoria di un anello, Bryant esulta come se fosse una garasette di Finale e tutti i giocatori sono incontenibili! Danno proprio l'impressione che questa garadue quasi persa, questa serie quasi compromessa, risorgendo da un -7 a 180" dalla fine sul baratro dello 0-2, con Kirilenko forse fuori tutta la stagione, valga molto di più di un semplice 1-1. Kobe è l’Mvp con 29 punti (seppur con 29 tiri) e 6 rimbalzi, Bynum fa una doppia doppia da 14 punti e 14 rimbalzi, Gasol una da 15 + 11. Spiccano nei Blazers gli zero-punti-zero di Wes Matthews che fu autentico protagonista di garauno.
A -3’14” dalla fine Lamarcus Aldridge converte in schiacciata solitaria un rimbalzo offensivo nel deserto ed è 64-71 Blazers, quasi 0-2 e serie semi-compromessa. Ma poi se ne vedono di ogni: una rubata di Metta World lancia Kobe verso uno spettacolare tiro in esitation subendo fallo like this http://www.youtube.com/watch?v=xi1aO17iKxI : libero realizzato e -2 Lakers (69-71). L’azione dopo Lamarcus Aldridge fa fallo in attacco per un blocco irregolare su Fisher e Kobe ringrazia impattando a 71. A -1’20” un paradisiaco pick’n roll sull’asse Fisher-Gasol porta lo spagnolo ad una schiacciata devastante con fallo di Aldridge in recupero: 2+1 di Pau e primo +3 Lakers (76-73)! Felton non s’arrende, castiga la retina a -59” (76-75), Kobe risponde con una frustata in faccia a Crawford (78-75), Aldridge dipinge il gancetto del nuovo -1 Blazers a 32” dalla fine (78-77) e noi ci andiamo a giocare la penultima azione della partita. Dobbiamo segnare a tutti i costi, palla al Mamba, schiena contro il petto di Crawford, Kobe si gira e scocca il fade-away al limite dei 24”... ferro-fuck! Ma non faccio in tempo a smoccolare in assirobabilonese che Bynum anticipa Aldridge e fa esplodere lo Staples strappando l'offensivo e convertendolo al volo con un tap-in alla tabella a 5" dalla fine (80-77)!. Rimessa Blazers, forziamo Felton a riceverla lontano, due palleggi, il tiro da 8 metriiiiii…non va! 1-1!
La panchina dei Lakers entra in campo come dopo la vittoria di un anello, Bryant esulta come se fosse una garasette di Finale e tutti i giocatori sono incontenibili! Danno proprio l'impressione che questa garadue quasi persa, questa serie quasi compromessa, risorgendo da un -7 a 180" dalla fine sul baratro dello 0-2, con Kirilenko forse fuori tutta la stagione, valga molto di più di un semplice 1-1. Kobe è l’Mvp con 29 punti (seppur con 29 tiri) e 6 rimbalzi, Bynum fa una doppia doppia da 14 punti e 14 rimbalzi, Gasol una da 15 + 11. Spiccano nei Blazers gli zero-punti-zero di Wes Matthews che fu autentico protagonista di garauno.
Negli altri campi, 2-0 degli Oklahoma City Thunder sui Memphis Grizzlies, 2-0 dei Miami Heat sui Boston Celtics e 2-0 della squadra dell’anno, i Philadelphia 76ers, sugli Indiana Pacers.
Thursday, March 22, 2012
Western Conference Semifinals, game 1: LA Lakers - Portland Trailblazers
Eee attenzione perché i Portland Trailblazers fanno veramente sul serio, ci saccheggiano lo Staples Center in garauno delle Western Conference Semifinals (97-102), si prendono subito il vantaggio del fattore campo e ci infliggono la seconda sconfitta su due in questa stagione: anche questo un ‘segnale’ che gli oregoniani, anche senza Brandon Roy, sono più ossi duri di quanto si possa pensare. E hanno “controllato a piacimento” molto più di quanto non dica il punteggio finale. Se è vero che Kobe ha fallito il fader in post del pareggio a 15” dalla fine e Kirilenko ha piantato sul ferro lungo la tripla dell’overtime, è anche vero che Portland nel secondo e terzo quarto ci ha tenuti sotto scacco, trascinata dal trio formato da Lamarcus Aldridge (Mvp con 21 punti, 12 rimbalzi e 6 assist), Wes Matthews (22 punti, 7/12, difesa decisiva nel finale) e Gerald Wallace (21). Un paradisiaco Kobe Bryant da 42 punti e 7 rimbalzi ci riporta in sella firmando la parità a quota 84 a 5’30” dalla fine, ma Camby e Aldridge sorprendono Gasol in post e sembrano sigillare il blitz oregoniano trascinando i Blazers sul +7 a -3’12” (88-95). Entra Bynum, sul +5 POR a 59” dalla fine a gara virtualmente segnata, il centro allevato da Jabbar attrae a sè l’offensive rebound of the game, dunka in testa a Camby, subisce fallo e segna l’aggiuntivo: Lakers 97, Blazers 99. Tutto riaperto!
Con una difesa ferocissima forziamo i Blazers ad una conclusione disperata da 8 metri di Gerald Wallace da tre che finisce sul ferro a -34” e così ce la giochiamo per l’overtime. Kobe chiama palla in post, vedo già proiettata nel futuro l'immagine del Black Mamba che finta il tiro e poi va col passo d'incrocio in sottomano elegante per il pareggio, ma Wes Matthews gli impedisce di girarsi con una marcatura da Defensive End dell’ Nfl, costringendo Kobe ad un forced fader … ferro a -15”! FUUuuUuCK! Rimbalzo Matthews, fallo sistematico, sembra finita ma l’ex Marquette Golden Eagles ci concede un’altra opportunità realizzando un solo libero: Lakers 97, Blazers 100. Andiamo per l’overtime o per un tiro rapido da due. Chiamo lo schema per smarcare Kobe in uscita da un doppio blocco, ma Matthews gli si incolla addosso come il miglior Artest, e non solo evita l’entrata al Mamba Nero, ma gli fa fermare anche il palleggio. I secondi passano, Bryant è chiuso con la palla in mano, all’ultimo si libera Kirilenko behind the arc, Kobe lo serve a -4”, il russo si alza per la tripla, Matthews si stacca da Bryant per contrastare il tiro e riesce anche qui nella sua missione difensiva. La tripla di Kirilenko prende il secondo ferro, Aldridge cattura il rimbalzo e mette il 2/2 ai liberi che chiude in cassaforte l’1-0 Blazers! F U U U U U U C K ! ! ! ! !
Wednesday, March 21, 2012
5 domande 5 about: The First Round and other things
I Los Angeles Lakers vincono anche garatre (97-86) e garaquattro (95-81 con una quasi tripla doppia di Gasol, 20 punti, 10 rimbalzi, 8 assist) eliminando 4-0 i Dallas Mavericks in una serie già decisa nei primi minuti di garauno con l’infortunio alla schiena di Nowitzki, fuori in tutti e quattro i confronti. Ora la squadra di Kobe Bryant (capocannoniere della Lega a 32.4 ppg) affronterà i Portland Trailblazers nelle Semifinali della Western Conference con il vantaggio del fattore campo.
1. Zen, prima di parlare di Mavs-Lakers veniamo alla notizia clamorosa: Chicago Bulls eliminati al primo turno!
“Li avevo dati per campioni Nba… i miei pronostici a quelli di Dan Peterson fanno un baffo. E’ certamente una notizia inaspettata, ma non così clamorosa come potrebbe sembrare se si va a vedere contro chi sono capitati: gli Indiana Pacers.Chiaro, Chicago era comunque favorita e doveva passare il turno, ma Indiana li ha portati in garasette e si è andata a prendere le Eastern Conference Semifinals allo United Center vincendo 80-79.... L’avevo detto in tempi non sospetti: occhio ai Pacers. Ma i Bulls hanno anche pagato a carissimo prezzo l'infortunio a Kyle Korver a pochi giorni dalla fine della regular season che gli è costato sia il primo posto a Est, sia questa incredibile eliminazione.”
2. Veniamo a Mavs-Lakers 0-4, con garatre e garaquattro lasciate addirittura dirigere a John Kuester.
“I nostri playoff, in pratica, devono ancora iniziare, come le teste di serie dell’NFL che entrano solo al secondo turno. Senza Nowitzki i Mavericks non erano più una squadra, la serie si era già virtualmente chiusa nei primi minuti di garauno quando Wunderdirk è crollato a terra.”
3. Ora sotto con i Portland Trailblazers, le stesse semifinali di Conference degli scorsi playoff, seppur nel Primo Mondo. Comunque un altro cliente facile per essere una Western Conference Semifinal, visto che non hanno più Brandon Roy
“Ci è andata bene nel tabellone playoff, siamo capitati dalla parte più accessibile, quella alta, con gli Oklahoma City Thunder confinati i quella bassa: li incroceremo eventualmente solo nelle Western Conference Finals. Portland non ha più Brandon Roy, ma comunque è una squadra giovane, da prendere con le molle e che non va fatta esaltare; ci ha già messi in difficoltà nei playoff 2013 del Primo Mondo, ci ha battuto in regular season in questo. E’ pericoloso se ci passa sottopelle l’idea che sarà una passeggiata come contro i Mavs.”
4. Spurs non qualificati, Mavs e Bulls già fuori, Celtics e Heat che si scontrano già tra di loro. Zen, playoff facili
“In 25 stagioni di 2k-carriera non sono mai andato ad una garasette nei primi due turni dei playoff, anche se per tre volte sono andato fuori al primo turno... è storia che le cose inizino a farsi veramente dure dalle ‘Final Four’ in poi. E lì inizieranno i cazzi veri.”
5. Zen, non si nasconda. Siete passati 4-0 e quest’anno quattro gare consecutive vinte dai Lakers sono una rarità. Siete entrati in forma nel momento giusto!
“Stiamo giocando bene, questo è vero. Vero che mancava Nowitzki, ma il il +20 in garauno e il +25 in garadue sono comunque un buon bottino contro chiunque. L’Affiatamento è arrivato al 100% poche gare prima della fine della regular season e ora quasi tutti hanno il morale al massimo (Estasiato). A parte il piccolo acciacco alla caviglia di Artest (in fase di recupero) siamo nella forma giusta per dare l’attacco a questi playoff!”.
I risultati del primo turno
Western Conference
Denver Nuggets - Portland Trailblazers 2-4
Dallas Mavericks - Los Angeles Lakers 0-4
Oklahoma City Thunder - Minnesota T'Wolves 4-1
Los Angeles Clippers - Memphis Grizzlies 1-4
Eastern Conference
Boston Celtics - Milwaukee Bucks 4-3
Atlanta Hawks - Miami Heat 0-4
Philadelphia 76ers - New Jersey Nets 4-2
Chicago Bulls - Indiana Pacers 3-4
Western Conference Semifinals
Portland Trailblazers - Los Angeles Lakers, Oklahoma City Thunder - Memphis Grizzlies
Eastern Conference Semfinals
Boston Celtics - Miami Heat, Philadelphia 76ers - Indiana Pacers
I risultati del primo turno
Western Conference
Denver Nuggets - Portland Trailblazers 2-4
Dallas Mavericks - Los Angeles Lakers 0-4
Oklahoma City Thunder - Minnesota T'Wolves 4-1
Los Angeles Clippers - Memphis Grizzlies 1-4
Eastern Conference
Boston Celtics - Milwaukee Bucks 4-3
Atlanta Hawks - Miami Heat 0-4
Philadelphia 76ers - New Jersey Nets 4-2
Chicago Bulls - Indiana Pacers 3-4
Western Conference Semifinals
Portland Trailblazers - Los Angeles Lakers, Oklahoma City Thunder - Memphis Grizzlies
Eastern Conference Semfinals
Boston Celtics - Miami Heat, Philadelphia 76ers - Indiana Pacers
Monday, March 19, 2012
First Round, game 2: Dallas Mavericks - LA Lakers
Deja vù alla Matrix, ma a parti invertite. Sempre nei primi minuti della partita, come in garauno per Nowitzki. Questa volta a rimetterci è Metta World Peace che ricade male dopo un rimbalzo e si prende una storta alla caviglia che lo terrà fuori da 1-2 settimane, stesso periodo di stop di Wunderdirk. Ma va da sè che il peso specifico delle due perdite non è neanche lontanamente paragonabile. Se noi infatti possiamo contare su almeno due giocatori dello stesso ruolo e dello stesso impatto (se non superiore!) di Metta World (ovvero Barnes e Kirilenko, ma ci sarebbe anche Ebanks), la stessa cosa non la si può certo dire dei Mavericks che tentano inutilmente di rimpiazzare il tedesco prima con Lamar Odom, poi con Yi Yanlian. Entrambi saranno disastrosi: Lamar costantemente in depression mode da L.A. lontananza e Yanlian... vabè, cosa vuoi pretendere che faccia Yi Yanlian? Al massimo un esibizione di taekwondo nella foresta dei pugnali volanti. There's no trip for cats anche in garadue broda, finiamo per vincerla facile di ventitrè (82-105) con Bryant a quota 30, Gasol a 25 (ne aveva già 17 all'intervallo) e l'ottimo Alec Burks d'impatto from the bench (16 punti con 4/4 da tre!). La realtà è che Dallas senza Nowitzki è una squadra quasi inesistente. Cioè, Vince Carter sembrava anche lanciato verso l'iperspazio dopo un primo tempo da 21 punti, ma sparisce letteralmente nella ripresa.
Intanto, come volevasi dimostrare, i Denver Nuggets sorprendentemente primi nella Western Conference sono già sotto 0-2 contro i Portland Trailblazers, ottavi a Ovest ma molto più in clima dei playoff rispetto alla squadra di George Karl, che è più da regular season. Anche Miami, che partiva con lo svantaggio del fattore campo essendo arrivata solo quinta a Est, ha già saccheggiato due volte la Philips Arena di Atlanta.
Sunday, March 18, 2012
First Round, game 1: Dallas Mavericks - LA Lakers
Mark Cubano ha smoccolato in 27 lingue diverse, con accento svedese...I playoff non potevano iniziare in modo peggiore per i Dallas Mavericks. In una delle prime azioni di garauno Dirk Nowitzki crolla al suolo dopo un fader in faccia a Gasol: strappo lombare, 1-2 settimane di stop. Senza il Wunder la partita diventa un monologo Lakers, facilitato da Vince "non più"credible Carter che si è sentito in dovere 'morale' di prender in mano la squadra, nonostante gli scongiuri di Rick Carlisle che l'ha pregato in ginocchio di non farlo. Ma non ci sono state ragioni: "ci penso io", ha tranquillizzato tutti Carter, che si prende 14 tiri nei primi due quarti. Segnandone soltanto uno... L'incommentabile 1/14 di Vince Tempera all'intervallo ci lascia un'autostrada per andarcene; nonostante un encomiabile Jason Kidd la chiudiamo sul +20 tondo tondo (85-105) con Metta World Peace inusuale M"W"P con 12 punti tutti dall'arco (4/7 da tre), 8 rimbalzi e 3 assist. Kobe 20, Kirilenko 15 + 7 rimbalzi e Gasol 15 + 4 completano l'opera. Strappiamo subito il vantaggio del fattore campo in una serie che senza Nowitzki ha già fatto chiudere tutte le scommesse. Riuscirà il Wunder a rientrare in tempo per garatre o garaquattro? O meglio, riuscirà Rick Carlisle a vietare il tiro a Vince Carter (che ha chiuso con 5/26...) ??
Wednesday, February 8, 2012
Western Conference Semifinals, game 4: LA Lakers - Portland Trailblazers
Regola numero uno. Mai far arrabbiare il Black Mamba. Fino alla metà del terzo quarto Kobe stava giocando una partita offensivamente anonima (8 punti), anche se corroborata da 8 rimbalzi. I Lakers stavano affondando a -14, demoliti dalla difesa Blazers che aveva già costretto LA al 33% nel secondo quarto. Oden sembrava tornato quello dei tempi di Ohio State (15 punti, 12 rimbalzi, tanta durezza), il point-guard droide Wilson-Petersen stava dando un contributo sostanzioso ai rimbalzi (già 8 all'intervallo...) e Portland ha avuto il gioco completamente in mano: 48-34 a 3' dall'inizio del terzo quarto. Poi è successo "Il Fatto".Kobe penetra, Gerald Wallace piomba su di lui con un fallo pesante. Kobe inventa un canestro miracoloso e, rialzandosi da terra, con il dito indice indica il punto esatto in cui è avvenuto il fallo. Non ho mai visto una scena del genere, nè ho mai visto Kobe così furioso.
E qui la partita cambia. Al punto che il Mamba segnerà ben 34 punti negli ultimi 22 minuti, i 17 dei tempi regolamentari, più i 5 minuti in più di overtime. Sensational. I Lakers sembrano aver vinto la partita a 51 secondi dalla fine quando l'ex Blazers Patrick Mills (17 punti e 5 assist), segna subendo fallo e trasformando il tiro libero aggiuntivo (87-90), ma a -35" il droide Wilson Peterson rompe la zona 1-3-1 di LA firmando la tripla del pareggio (90-90), seguita due azioni più tardi da LaMarcus Aldridge in fader sdal post basso a 9 secondi dalla fine (92-92). Bryant va di fade-away anche lui, ma la conclusione s'infrange sul ferro alla sirena: overtime. La nostra zona 1-3-1 con Artest ala grande, Ebansks n°3 e Ilgauskas centro, incasina Portland che viene definitivamente affondata da due bombe firmate Metta World Peace (92-95) e Black Mamba (92 -98 a -2'19"). E' poi lo stesso Kobe ha sigillare la vittoria yellowiola con un lay-up sulla linea di fondo (98-102) e due tiri liberi a 17 secondi dalla fine (100-104). 3-1 nella serie, guys!!!
Per Bryant una partita d'altri tempi: 42 punti, 11 rimbalzi e 15/17 dalla lunetta.
Friday, January 6, 2012
NBA FINALS, GAME 5: LA LAKERS - MIAMI HEAT
S M O C C O L O I N A S S I R O B A B I L O N E S E a 8” dalla fine quando perdiamo l’uomo e LeBron James smarca Mario Chalmers wide-open behind the arc per la bomba che vale il titolo NBA, proprio lui che già decise da tre allo scadere un campionato NCAA portandolo all'overtime.
Ma non può andargli sempre bene... Ferro. Ferro!!! PROPRIO COSI', L'HA SBAGLIATA!!! E poi Kobe cattura il rimbalzo ad un’altezza siderale, subisce il fallo sistematico, segna il 2/2 in lunetta per il +3 Lakers, Mike Miller a -1”, braccatissimo da Ebanks, schianta sull’anello la tripla dell’overtime e Andrew Bynum a 9 decimi dalla fine imbuca l’1/2 che sentenzia l’inimmaginabile: Heat 95, Lakers 99, si va a garasei!!! I N S A N E.
Game 5 all’American Airlines Arena è da apoteosi della pallacanestro. Wade parte feroce con 12 punti impossibili nei primi 8’, noi teniamo testa e non li lasciamo respirare. Spremiamo tutto quello che abbiamo con una difesa da fabbri ferrai, sempre addosso all’uomo, non lasciando correre nemmeno un’azione. Ecco perché a 8” dalla fine, con noi avanti di uno e Miami palla in mano per l’ultimo attacco, smoccolo in assirobabilonese, perché quel misunderstanding in marcatura che lascia Chalmers wide-open da tre è l’unico errore difensivo che commettiamo in tutta la partita.
Partita che ha un picco massimo di vantaggio nel primo tempo limitato a quattro punti (22-26 noi nel secondo quarto), che diventano sei nel terzo periodo quando il vero protagonista di gara cinque, Shannon Brown (18 from the bench) deflagra la bomba del 51-57 Lakers, e poi un’altra per il 62-67, fino ad un massimo di +7 a 7’20” dalla fine quando un ottimo Theo Ratliff deposita una coppia di liberi (68-75). Ma dall’altra parte, oltre a “Flash” Wade, c’è anche un LeBron James ultraterreno. Il Prescelto non ci sta e comincia ad inventarsi canestri impossibili da oggniddove, con 20 uomini addosso, strappando camionate di rimbalzi offensivi e rimettendo tutto in piedi sul 75 pari a 5’ dall’anello. Ma per due volte gli Heat falliscono il sorpasso che avrebbe potuto girare l’inerzia emotiva della partita, prima mandando sul ferro una sospensione laterale di Ilgauskas, poi con Wade che non completa un gioco da 2+1 sbagliando il libero aggiuntivo. Noi non ce lo facciamo ripetere. Ebanks penetra, scarica e mette Shannon Brown wide open da tre: bucket! Dal possibile -1 passiamo all’effettivo +4 del 79-83! Ma non basta.
LeBron è una furia umana incontrollabile e pareggia tutto a quota 87 e partono gli ultimi tre minuti da completa follia emotiva, che Spoelstra si gioca piazzando LBJ per la prima volta da numero 4 e io che rispondo mettendo ala-pivot Ron Ron. L’azione successiva Ebanks decolla su Bosh, fallo dell’ex Raptor e affondata micidiale di Devin aggrappandosi all'anello come un orango, libero aggiuntivo a segno e siamo di nuovo a +3. Per poco: James (30 punti) castiga in sospensione, Kobe inventa da sotto, ancora LeBron brucia la retina dai 6 metri, ancora Kobe s’inventa un miracolo in entrata. Ancora LBJ ci castiga, ancora Kobe ci porta a +3, fino a che Wade (24 con 10/16 from the field) non smiracola un canestro impossibile che vale il 95-96. Attacchiamo, ci facciamo ingolosire da Ebanks wide-open da tre e il tentativo dell’ex West Virginia finisce sul ferro.
Miami ha l’ultima azione, sotto di uno. LBJ caracolla, ci accorgiamo troppo tardi che Chalmers è smarcato oltre l'arco e il Prescelto lo serve subito, mentre Shannon Brown tenta inutilmente di andare a chiudere sulla tripla: il tiro da tre parte wide-open, tutto il pubblico in piedi pronto ad esplodere. La sentenza sembra già scritta. E invece la bomba dell'anello esce corta sul primo ferro... Clamoroso. Accorciamo a 2-3 (Bryant Mvp con 35 punti e 13/18 al tiro), annulliamo anche il secondo match point casalingo a Miami e ora la serie si trasferisce definitivamente a Los Angeles.
Siamo ancora sfavoriti, ma 2-3 è sempre meglio che 0-3...
Tuesday, January 3, 2012
5 domande 5 about: The Western Conference Finals and other things
1. Zen, è sempre il solito. Non siamo favoriti, siamo solo da semifinale, e poi eccoti qui ancora, alle Finali Nba, le tredicesime Finals in 23 stagioni!
“A dir la verità sarebbero le quattordicesime, ci sarebbero nel conto anche quelle contro i Bobcats a nba2k9 che l’ormai famosa “Rivolta delle Macchine Ribelli” non ci fece giocare e che perdemmo 3-1 in simulazione.”
2. Giusto. Comunque parlo di Finali giocate sul campo. E “on the court” coach Zen lei non ne ha mai persa una: 12 Finals vinte su 12.
“Mi sto toccando ovunque. Comunque sì, i numero dicono questo, ma servono solo agli amanti delle statistiche. Ma se proprio vogliamo insistere sulle cifre le dico che andremo ad affrontare una squadra che ha fatto 25-4 in regular season e 12-1 nei playoff. L’ha già fatto il totale? Right, sono 37 partite vinte su 42… Paura, eh? E’ anche vero però che in regular season è successo questo .
3. Torniamo un attimo alla sfida con i Mavericks.
“Eravamo avanti 3-1 ed abbiamo evitato garasette sull’ormai celebre palombella di Terry all’ultimo secondo che si è spenta sul ferro, non le basta? Non hanno mollato mai, da veri campioni: si sono qualificati soltanto da settimi a Ovest, hanno fatto una vera impresa ad arrivare a pochi millimetri dalla “bella” delle Finali di Conference. Inoltre da garatre in poi hanno praticamente giocato senza Nowitzki, entrato improvvisamente in uno “slump” pauroso. La realtà è che se il tedesco avesse giocato da Wunderdirk a quest’ora eravamo già sul divano, idem se in Finale di Conference ci fossero stati i Thunder.”
4. Disse così anche dopo la serie vinta contro gli Spurs con la frase Bastava solo una folata di vento diversa e a quest’ora eravamo già in vacanza.
“Perché è così. Inverta i fattori: Nowitzki ha segnato 6 punti di media nelle ultime quattro gare della serie. Se la stessa cosa l’avesse fatta Kobe secondo lei a quest’ora saremmo arrivati in Finale? E contro gli Spurs, tenga ben presente questo articolo . Tenermi a mente queste cose mi consente di tenere i piedi ben piantati per terra e di tenere ben presente una cosa: siamo sfavoriti, ma ci è stata concessa la possibilità di ritornare in Finale e ci è stato regalato pure il vantaggio del fattore campo. Dunque, carpe diem.”
5. Che sfida sarà Heat-Lakers? Pardon Lakers-Heat…
“Per me la chiave è sempre Chris Bosh. Da James e Wade mi aspetto i soliti sfracelli apocalittici con relativi fallout atomici, ma è l’ex Raptor l’ago della bilancia. Se viaggia a 20 + 10 anche lui, per noi non ci sarà scampo.”
Western Conference Finals, game 6: LA Lakers - Dallas Mavericks
Mavs 94, Lakers 96, 5" alla fine e palla a Kobe... ecco cosa succede...
I N S A N E. La bomba da 10 metri di Jason Terry sulla sirena che prende il ferro, fa due mezzi giri attorno all'anello, s'aggrappa al cilindro arancione con tutte le forze, e poi desiste e cade di lato rimarrà per sempre negli incubi dei Mavs. Era il tiro della vittoria, era il tiro che avrebbe portato la serie a garasette! Esce. Nel modo più beffardo, nella gara più assurda della serie. E nel gelo più totale dell'AA Center noi possiamo finalmente far festa: S I A M O A L L E N B A F I N A L S A G A I N ! ! !
Ma chi l'avrebbe mai detto che dopo la fine del primo quarto gara sei si sarebbe risolta così? Solo un pazzo. At the end dei primi 10 minuti, infatti, tutto sembrava già archiviato. Noi disputiamo il miglior primo quarto dei playoff segnando 38 punti con 14/16 al tiro, mentre Dallas si ferma a 13 con 0/10 behind the arc. Right guys. A fine primo quarto eravamo già a +25, i Mavericks sembravano strabolliti, stracotti, senza energie. Chi se lo aspettava che il secondo periodo sarebbe stato diametralmente opposto? Nel secondo quarto infatti i Mavs riemergono dalla vasca di Cocoon, tirano con 11/19 dal campo (e noi con 5/14) rifilandoci un break di 31-16, risalendo fino al -8 del 42-50 e riaprendo tutto, anche se all'intervallo (dove Kobe ha già 18 punti) ci arriviamo pur sempre sulla doppia cifra di vantaggio (44-54).
Nel terzo periodo i Mavs non riescono ad andare oltre il -9 (71-80), ma una bomba nel nulla di Terry a 6' dalla fine del match riapre nuovi squarci (80-89). E qui ci impiantiamo. Una dunk "and one" clamorosa di Brewer in testa a Barnes firma l'azione da tre punti del -6, poi Caron Butler e Jason Kidd ci risucchiano defitiviamente: 89-92! Ancora Caron Dimonio con gli occhi di bragia firma la partità a -2'57" con un 2+1 (92-92) e il palas diventa una polveriera nucleare!
A -45" un fade devastante di Kobe in faccia a Terry ci spedisce avanti 94-96 e quando Nowitzki, semi-wide open, sbaglia il suo classico tiro salendo le scale dai 5 metri a -27" la partita ci finisce in mano. Basta solo segnare nell'ultima azione. Andiamo da Kobe, against Terry: il Mamba spara, ferro, rimbalzo Butler, lancio e Terry sgancia da 10 metri alla disperata sulla sirena. Gira, gira, gira... sosta in bilico sull'anello..... ed esce.
Kobe è l'Mvp con 33 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 10/ 16 al tiro, ottimo Ron Ron (13 punti nei primi 15 minuti), non basta ai campioni in carica il tandem Terry-Butler (45 punti in due), perchè Nowtizki tradisce ancora. Se solo il Wunder avesse giocato questa serie nelle sue possibilità, a quest'ora eravamo già a casa.
E invece? E invece siamo in Finale! * Anche se non avremmo mai voluto il "bug" che si ripresenta puntuale anche qui. Nonostante gli Heat abbiano il miglior record della Lega, infatti, il vantaggio del fattore campo è misteriosamente ai Lakers.
I N S A N E. La bomba da 10 metri di Jason Terry sulla sirena che prende il ferro, fa due mezzi giri attorno all'anello, s'aggrappa al cilindro arancione con tutte le forze, e poi desiste e cade di lato rimarrà per sempre negli incubi dei Mavs. Era il tiro della vittoria, era il tiro che avrebbe portato la serie a garasette! Esce. Nel modo più beffardo, nella gara più assurda della serie. E nel gelo più totale dell'AA Center noi possiamo finalmente far festa: S I A M O A L L E N B A F I N A L S A G A I N ! ! !
Ma chi l'avrebbe mai detto che dopo la fine del primo quarto gara sei si sarebbe risolta così? Solo un pazzo. At the end dei primi 10 minuti, infatti, tutto sembrava già archiviato. Noi disputiamo il miglior primo quarto dei playoff segnando 38 punti con 14/16 al tiro, mentre Dallas si ferma a 13 con 0/10 behind the arc. Right guys. A fine primo quarto eravamo già a +25, i Mavericks sembravano strabolliti, stracotti, senza energie. Chi se lo aspettava che il secondo periodo sarebbe stato diametralmente opposto? Nel secondo quarto infatti i Mavs riemergono dalla vasca di Cocoon, tirano con 11/19 dal campo (e noi con 5/14) rifilandoci un break di 31-16, risalendo fino al -8 del 42-50 e riaprendo tutto, anche se all'intervallo (dove Kobe ha già 18 punti) ci arriviamo pur sempre sulla doppia cifra di vantaggio (44-54).
Nel terzo periodo i Mavs non riescono ad andare oltre il -9 (71-80), ma una bomba nel nulla di Terry a 6' dalla fine del match riapre nuovi squarci (80-89). E qui ci impiantiamo. Una dunk "and one" clamorosa di Brewer in testa a Barnes firma l'azione da tre punti del -6, poi Caron Butler e Jason Kidd ci risucchiano defitiviamente: 89-92! Ancora Caron Dimonio con gli occhi di bragia firma la partità a -2'57" con un 2+1 (92-92) e il palas diventa una polveriera nucleare!
A -45" un fade devastante di Kobe in faccia a Terry ci spedisce avanti 94-96 e quando Nowitzki, semi-wide open, sbaglia il suo classico tiro salendo le scale dai 5 metri a -27" la partita ci finisce in mano. Basta solo segnare nell'ultima azione. Andiamo da Kobe, against Terry: il Mamba spara, ferro, rimbalzo Butler, lancio e Terry sgancia da 10 metri alla disperata sulla sirena. Gira, gira, gira... sosta in bilico sull'anello..... ed esce.
Kobe è l'Mvp con 33 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 10/ 16 al tiro, ottimo Ron Ron (13 punti nei primi 15 minuti), non basta ai campioni in carica il tandem Terry-Butler (45 punti in due), perchè Nowtizki tradisce ancora. Se solo il Wunder avesse giocato questa serie nelle sue possibilità, a quest'ora eravamo già a casa.
E invece? E invece siamo in Finale! * Anche se non avremmo mai voluto il "bug" che si ripresenta puntuale anche qui. Nonostante gli Heat abbiano il miglior record della Lega, infatti, il vantaggio del fattore campo è misteriosamente ai Lakers.
I risultati delle Finali di Conference
Western Conference
Los Angeles Lakers – Dallas Mavericks 4-2
Eastern Conference
Miami Heat - Chicago Bulls 4-0
Western Conference
Los Angeles Lakers – Dallas Mavericks 4-2
Eastern Conference
Miami Heat - Chicago Bulls 4-0
NBA Finals
Los Angeles Lakers - Miami Heat *
Los Angeles Lakers - Miami Heat *
Friday, December 30, 2011
Western Conference Finals, game 5: LA Lakers - Dallas Mavericks
“Re Nowitzki ha già abdicato”. “Wunderlost”. “Dallas Never-more-rings”. Sono solo alcune headlines dei newspepa dopo la sconfitta dei campioni in carica in garaquattro all’AA Center. Coach Carlisle li ha stampati tutti, li ha fotocopiati e li ha incollati ovunque: dentro l’aereo che ha portato la squadra a LA Land, nella hall dell’albergo, nelle camere dei giocatori, negli spogliatoi dello Staples Center.
L’effetto ottenuto? Lakers 70, Mavericks 77, serie riaperta e si ritorna a Dallas per garasei! Cla-mo-ro-so. Tutti i network stavano già muovendo i loro reporter verso Miami per le preview delle Finals contro i Lakers, tutto il merchandising della Lega stava già stampando i gadget della sfida tra LeBron e Kobe, tutta la programmazione televisiva era già stata reimpostata in vista delle Finali. Tutto da rimettere nel cassetto.
E proprio i due sotto accusa, ovvero Dirk Nowtzki e Tyson Chandler, non ci stanno. Il pivot torna ad essere il muro difensivo che ha cambiato, last year, la stagione dei Mavs, mentre il tedesco svolta incredibilmente di 360° il suo essere, contribuendo con altro "materiale" là dove, per la terza gara consecutiva, non riesce più. Il Wunder, infatti, va incontro all’ennesima gara inesistente in attacco (addirittura solo 3 punti con 3/13 dal campo!), ma gira la partita lavorando di rimbalzi (13) e assist (4) innescando la contraerea formata dai due Jason: Kidd, Mvp again a 39 anni accarezzando again la tripla doppia con 16 punti, 8 rimbalzi e 9 assist, e Terry (19 punti, 7 rimbalzi). E siccome anche Caron Butler di “boards” ne ha presi ben 7, emerge come da questo terzetto di piccoli che non supera i due metri siano usciti ben 22 rebounds! E’ stato l’aspetto, insieme alla difesa, che ha consentito ai Mavs di espugnare per la seconda volta lo Staples in questa serie.
La loro partenza è subito forte (4-13), noi rimontiamo subito con 8 punti di Artest (16-17), torniamo ancora sotto (20-27), rimontiamo e passiamo avanti con la panchina e i giochi a due tra Odom e Barnes (38-34), e andiamo ancora sotto all’intervallo (38-42). Ma è un fatto ad inizio terzo quarto che ci fa capire come gira, ovvero Kobe da tre dall’angolo che prende il palo colpendo il lato del tabellone. Era wide-open... Mai visto prima. Così come era stata mai vista prima una dunk violentissima di Tyson Chandler in rimorchio, in testa a tutta la difesa losangelina (38-44), con il pivot a puntare i due indici verso il Mamba, in segno di sfida. Noi riusciamo ancora a tirarci su con la panchina, salendo anche a +5 a 41” dalla fine del terzo quarto (57-52) a coronamento di break purple&gold di 19-8. Poi non segniamo più. Ci impiantiamo a quota 57 per i primi 4’ dell’ultimo periodo, dove Dallas pareggia, sorpassa e se ne va via sulle triple di Kidd e DeShawn Stevenson, con Marion dentro e Nowitzki in panchina. A 6’ dalla fine Tyson Chandler da sotto deposita il +9 Mavs e il mostruoso break è servito: dal 57-52 per noi al 57-66 per loro. Quattordici a zero. Stesi. O meglio, litterally stritolated dalla loro difesa. Serve a poco risalire fino a -6. L’asse Nowitzki-Kidd ci tira giù la sbarra. Il Wunder smarca divinamente wide open Giasone che a -1’56” chiude tutte le questioni infilzandoci con la bomba del 66-75. Noi, che chiuderemo la partita con il 36% al tiro (…), alziamo definitivamente bandiera bianca. Kobe, stremato (19 punti, 7/19 dal campo) ha lo sguardo perso nel vuoto.
Era la gara che ci avrebbe riproiettato alle Finals dopo due anni. E invece si riapre tutto con il fattore campo che salta per la quarta volta consecutiva in questa serie. 3-2 Lakers ancora, ma adesso per garasei si va a Dallas, in una città tornata in ebollizione: sente tutta l’aria dell’impresa impossibile. Che ora impossibile non lo è più.
Thursday, December 29, 2011
Western Conference Finals, game 4: LA Lakers - Dallas Mavericks
C A P O L A V O R O L A K E R S! E processo, ferocissimo, della stampa texana a Dirk Nowtkzi. L’Mvp delle Finals 2011, dopo i 7 punti con 3/8 al tiro in gara tre, disputa un’altra partita da pesante j’accuse che le pur scarse cifre (10 punti, 5/12, 4 perse) non riescono nemmeno a spiegare. L’ultimo quarto di Wunderdirk è una tregenda tedesca: lento, lentissimo, si fa intercettare i passaggi, sbaglia incredibili tiri wide-open, si fa letteralmente strappare la palla dalle mani, anche in palleggio e schianta assist dietro il tabellone… Un crollo inspiegabile, quasi come quello successo a Kobe last year, proprio nella serie contro i Mavs. E l’ultimo quarto disastroso di Nowitzki non può che spianarci la strada verso un facile 80-93, anche se fino a 5’ dalla fine tutto era ancora in discussione. Ma come in game 3, ci ha pensato Metti Pace nel Mondo...
La prima "ron-ronata" arriva a -4’50” quando un clamoroso Fisher (15 punti, 6/7 al tiro, 6 assist!) risolve un attacco ingarbugliato allo scadere dei 24” inventando un passaggio che sposta tutta la difesa Mavs mettendo Ron Ron da solo con i piedi per terra oltre l’arco: swish e +8 Lakers! (69-77). Esattamente un minuto dopo, a -3’56”, arriva il colpo di grazia, ancora con Artest che da fermo rilascia un’altra tripla, questa volta in faccia ad un sempre più spento Nowitzki: swisssh, +11 L.A. (69-80). E tanti saluti.
Ma garaquattro non è stata tutta così, anzi. Quando a metà secondo quarto siamo precipitati due volte a -12 (40-28 e 42-30) nell’AA Center aleggiava già il 2-2 nella serie. Il senso del dominio di Dallas era evidente e Jason Terry (11 punti nel primo quarto) non si fermava neanche con un uzi nove millimetri. Con l’abulico Nowitzki spedito in panchina e l’energico Shawn Marion in campo, il volto dei Mavericks era totalmente cambiato. Ora dominano, controllano, maneggiano la serie a loro piacimento, offrendoci il fianco da fuori e costringendoci ad un tiro al bersaglio dalla lunga gittata, tutte triple che finiscono sul ferro e lasciano spazio ai loro fastbreak: 11-0 il vantaggio di Dallas nei punti ottenuti su contropiede a metà secondo quarto. Poi qualcosa gira. Rientra Nowitzki e i Mavs tornano statici, mentre noi saliamo d’intensità con la panchina e produciamo un tremendo break di 17-5 che suggella la parità a quota 47 con una veemente dunk di Shannon Brown nella prima azione della ripresa. Comincia un terzo quarto memorabile, fatto di sorpassi e controsorpassi, con Caron Butler indemoniato che firma il +5 Mavs in apertura ultimo quarto (68-63). Hanno in mano garaquattro, hanno in mano il 2-2 nella serie. Nessuno può immaginare che sono in agguato una serie di clamorosi errori di Nowitzki che daranno completa via libera ai Lakers, anche se noi ci mettiamo del nostro con un esecuzione del Triple Post Offense da manuale (all'interno del quale Kobe sguazza che è un piacere) che ci porta dal -5 al +11 in sei minuti. I sei minuti che ci mettono più di un piede alle Finals e decretano virtualmente la fine dell'interregno Mavs. Re Nowitzki sembra aver già abdicato.
Kobe è l’Mvp con 27, ma in doppia cifra ci sono anche uno strepitoso Fisher – alla miglior gara dell’anno – poi Artest (11 punti, 5 rimbalzi), Odom (11 punti, 8 rimbalzi) e Gasol (10 punti, 8 boards). 3-1 per noi, mentre a Est è già tutto deciso con i tritatutto Miami Heat che piallano i Bulls in garaquattro per 96-75 e con il 4-0 sono già alle Finali Nba. Re LeBron è già sul piede di guerra. Vuole il Regno. No way.
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