" C O N G R A T U L A T I O N S W I T H T H E 2 0 1 2 N B A C H A M P I O N S , M I A M I H E A T ." Le parole di Davide Sterno rimbombano dentro uno Staples Center ghiacciato, che credeva nella rimonta da 0-3. E invece Miami questa volta non spreca il terzo match point, ci surclassa 83-99 e viene a vincere a casa nostra il secondo titolo della sua storia, il primo per Sua Maestà LeBron James che oggi con quasi una tripla doppia (25 punti, 6 rimbalzi, 10 assist) si va ad aggiudicare meritatamente anche il titolo di Mvp delle Finals, che arriva dopo quello di miglior giocatore della stagione. Che annata per il Prescelto!
Che garasei non sarebbe stata come le ultime due lo percepiamo subito. La consistenza dell'aria, infatti, è cambiata. La difesa di Miami torna l'impenetrabile roccaforte delle prime tre partite, ci costringe ad un 1/8 al tiro in avvio spedendoci subito sotto di 12 (2-14) dopo appena 3', tirando con 7/9.
Noi lottiamo con i denti, con tutta la forza che abbiamo, recuperiamo con uno strabiliante Devin Ebanks, impattiamo a quota 21 con un fade di Kobe a 2" dalla fine del primo quarto, ma l'aria non è più la stessa di game 4 and 5, si vede chiaramente che stiamo andando più lenti di loro, che sono tornati ai livelli energetici delle prime tre partite. Ma non molliamo! Finiamo nel secondo quarto a -7, rispondiamo un 10-2 di controbreak finendo per la prima volta in vantaggio (33-32). Ma siamo stanchissimi e il Triple Post Offense 1996, che ci ha fatto vincere le due precedenti partite, non scorre più. Hanno trovato le contromosse. Hanno ritrovato energia. E hanno ritrovato Mario Chalmers (13 punti) e Udonis Haslem (doppia doppia da 12 + 10). E' da loro, insieme ad Ilgauskas, che arrivano i colpi ai fianchi che ci tolgono il respiro, mentre LeBron James ci chiude all'angolo spedendoci a -11 a 34" dalla fine del terzo quarto (62-73). Non ne abbiamo più, nonostante Kobe non si arrenda: alla fine per il Black Mamba, distrutto, ci saranno 39 punti, 7 rimbazi e 5 assist.
Ma today è troppo solo. Manca l'apporto vitale di Shannon Brown, manca Bynum (cancellato da Ilgauskas e Haslem). La prima firma sul titolo arriva a -4'39" quando LBJ ci castiga da tre per il -14 (75-89). Kobe non ci sta, spara tre bombe di fila per un miracoloso -9 che fa sperare, ma l'azione successiva il Prescelto decide che è ora di finirla. Partenza in palleggio incrociata, dunk devastante saltando da fuori area in testa ad Odom, fallo di "Lamarvellous", e James che completa il 2+1 dalla lunetta. Game, set, match. Dopo 12 Finals vinte su 12, per la prima volta il Coach Zen Barbatrucco perde una serie che vale l'anello.
Non c'è più spazio, non c'è più tempo. Possiamo solo guardare le lancette dell'orologio che scandiscono il countdown. Vince Miami, 4-2, e noi rimaniamo lì di sasso. Ci credevamo. A mente fredda forse analizzeremo il tutto con più raziocinio, forse accetteremo che contro questi Heat in questa forma qui, c'era poco da fare. Adesso siamo stremati in panchina a guardare i festeggiamenti di Miami. Fortuna che c'è ancora la biondazza e i Triple Post Offense, today, non sono certo finiti.
I risultati delle Finali NBA
Los Angeles Lakers – Miami Heat 2-4
Los Angeles Lakers – Miami Heat 2-4
NBA CHAMPIONS
Miami Heat