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Saturday, February 18, 2012

NBA FINALS, GAME 5: BOSTON CELTICS - LA LAKERS


C  A  M  P  I  O  N  I    N  B  A  ! ! ! Finalmente, dopo due anni di attesa, i Los Angeles Lakers vincono il primo Larry O’Brien Trophy di questo terzo Universo, sconfiggendo gli arcirivali di sempre, gli incredibili Boston Celtics che escono a testa altissima nonostante il 4-1 in Finale. Il Coach Zen, al tredicesimo anello vinto nei vari Universi 2K, si gusta i festeggiamenti di uno Staples Center che rilascia migliaia di coriandoli dal tetto! Finiscono sulla testa di un Kobe Bryant esultante alla Jordan, di Andrè Miller che a trentasette anni vince il primo titolo di una lunghissima carriera da sottovalutato, di Zydrunas Ilgauskas che celebra il suo personale back-to-back dopo il trofeo vinto last year con la maglia dei Miami Heat e festeggiato proprio qui, contro di noi, allo Staples Center! LET'S THE PARTY STARTED!


Garaquattro è più facile del previsto, anche se 7 punti immediati di Ray Allen in avvio mandano Boston avanti e sembrano un messaggio di battaglia. Ma alla lunga prendiamo il controllo con i primi clamorosi 11 minuti di Bynum dove segna 15 punti con 5 rimbalzi e 2 stoppate. Andreone è carico come una molla, sente l’elettricità impaziente dello Staples e di tutta Los Angeles e noi, trainati dal frastuono del palas, cominciamo a prenderci la doppia cifra di vantaggio (28-17, piazzatone di Odom). Ma Boston non molla, dopo un time-out di Rivers torna in campo feroce on “D” e lentamente annulla tutto il nostro margine, risalendo fino ad un pericoloso -1 sul 34-33. Sarà l’ultimo sussulto biancoverde di una stragione strepitosa. Da lì in poi, di pura energia, piazziamo un break devastante di 17-2 a cavallo tra il secondo e il terzo quarto, trainati a peso da Kobe (33 punti alla fine) che ci porta sul +16 (57-41). Ad inizio ultimo quarto Ilgauskas firma il massimo vantaggio sul +17 (79-62), Boston raccoglie tutte le ultime energie rimaste per azzardare l’impossibile ritornando a -10 a due minuti dalla fine. Ma il Black Mamba è in agguato e quando segna la tripla del +13 a -1’54” (95-82) la certezza dell’anello si materializza! Finisce 99-84, con Bynum Mvp della partita con 21 punti e 9 rimbalzi e Bryant Mvp delle Finals tenendo una media di 34.2 ppg nelle cinque partite per il titolo!



“Hey coach…”  Hippy-pi! ‘zzo ci fai qui!?! Ma non giocavi a Belgrado? “Non potevo mancare, Coach, mi sono fatto espellere apposta http://www.youtube.com/watch?v=yrJEyj0fF9M, ho preso un aereo, ho comprato i biglietti da un bagarino, sapevo che avresti vinto gara cinque. Ho portato la moto.” Come ai vecchi tempi? “Come ai vecchi tempi”.

NBA FINALS, GAME 4: BOSTON CELTICS - LA LAKERS

E improvvisamente tutte le garesette disputate, tutto il peso dell’età avanzata, tutte le fatiche di una stagione massacrante si riversano come una valanga sulle spalle dei Celtics: L.A. 111, Boston 82... siamo ad un passo dal primo anello a nba2k12! ! !

A rompere il vaso di Pandora biancoverde, ne siamo certi, è stata la sconfitta di garatre, un match che i Celtics avevano in mano, che hanno a tratti dominato, che potevano e dovevano portare a casa, prima che la scelta terminale di coach Doc Rivers di giocarsi gran parte dell’ultimo quarto con Rondo e Allen in panchina vanificasse tutto. Avanti 1-0 e poi sotto 1-2. E così in questa garaquattro tutte le tensioni nervose, tutta la fatica, tutte le 21 gare cruenti di playoff disputate nei primi tre turni per arrivare fin qui, hanno presentato il conto. Improvvisamente svuotati di energia, sia mentale che fisica, i biancoverdi vengono subito schiantati in avvio (10-3) dalla furia di Kobe Bryant che sente la preda sanguinare lontano un miglio. Il Black Mamba infiocchetta 19 punti nei primi 11’ con un letale 3/3 da tre. Solo Paul Pierce prova a tenergli testa. Ma i Celtics non ci sono con le gambe, sono indietro di un passo in attacco e di due passi in difesa e noi andiamo facile sul +12 all’intervallo, segnando ben 59 punti nei primi due quarti ad una difesa non più granitica che ci concede anche sette bombe wide open: e ne segnamo sei.
Dopo esserci issati a +14 a inizio terzo quarto, il “Boston Pride” viene fuori per qualche minuto, raccoglie tutte le energie rimaste e guida i biancoverdi fino ad un -7 che drizza le antenne yellowiola. Ma è solo un fuoco di paglia. Sette punti in fila di un ritrovato Patrick Mills ricacciano indietro i “verdacci” (63-49) che poi sprofondano sotto i colpi del play australiano (15 punti, 5 assist) e di uno scatenato Shannon Brown che con un percorso netto al tiro (19 punti, 5/5 dal campo, 8/8 in lunetta) tocca la vetta del +20 (84-64) togliendo letteralmente i remi dalla barca biancoverde in balia della tempesta. Da qui in poi è un massacro. Più venticinque (87-64), più ventisette (95-68, tripla di Mills), più ventinove (109-80, 2+1 di Miller) fino al massimo di più trentuno con un 2/2 in lunetta di Bryant (25 punti, 5 rimbalzi, 5 assist) a 48” dalla fine (111-80). Kevin Garnett, probabilmente alla penultima gara in carriera, sfodera la sua miglior prestazione offensiva delle Finals (16 punti, 9 rimbalzi), ma il crollo fisico e mentale dell’intero reparto difensivo non ha lasciato scampo ai Celtics, ora con le spalle al muro e sotto 1-3.



Friday, February 17, 2012

NBA FINALS, GAME 3: BOSTON CELTICS - LA LAKERS


Non si sa chi vincerà queste Finals, ma se dovessero essere i Lakers la scelta di Doc Rivers in garatre peserà come un macigno sulla sua testa per parecchio tempo. Il coach dei Celtics, infatti, nell’ultimo quarto fa riposare troppo a lungo in panchina contemporaneamente Rajon Rondo e Ray Allen (giocandosela con un play-droide disastro e con Von Wafer guardia…) e quando i due rientrano, a 2’31” dalla fine, noi siamo già avanti di otto (87-79). In meno di due minuti il loro ingresso spinge comunque i Celtics ad un break immediato di 10-4 (acuendo l’accusa della scelta di Rivers), ma è ormai troppo tardi. Negli ultimi 8” un glaciale 4/4 ai liberi di Bryant (35 punti e 13/13 in lunetta) risponde ai tentativi di rimonta disperata di Rondo, che con due miracoli trascina Boston fino al 91-89. Too late. At the buzzer è Lakers 93, Celtics 89! E passiamo in vantaggio nella serie! 

E su Doc Rivers si scatena una tempesta mediatica direttamente dal Massacchussets: "WTF!?!?" è l'eloquente titolo a tre lettere del Boston Globe. Right, perché i Celtics stavano dominando. Erano subito partiti fortissimo (2-10) stritolandoci con una difesa insane e perforandoci con un attacco infallibile. Avevano chiuso il primo quarto già avanti di 12 punti rovesciandocene addosso 28 con 11/15 al tiro; erano già a +14 ad inizio secondo periodo (16-30) con noi inermi, fatti a brandelli dai piranha biancoverdi. Lo Staples Center congelato sulle sedie. 
Ma once again ci ha salvato il Mamba Nero. Getta all’aria tutti i Triangoli, si carica la squadra sulle spalle e segna 15 clamorosi punti negli ultimi 5’ del secondo quarto con 7/7 dalla lunetta firmando un contro break lungo di 32-16 che ci porta addirittura avanti di due all’intervallo (48-46). Ma i Celtics sono troppo squadra, la loro difesa è una selva di rovi intricati, il loro attacco è una macchina; sempre vario, sempre pronto a mettere l’uomo libero con i piedi per terra, sempre pronto a individuare il nostro punto debole. Tornano nuovamente padroni nel terzo quarto, spingono con Rondo, ci castigano con Pierce e a 13’ dalla fine di garatre ci ritroviamo sotto di 10 (54-64). Nel nulla yellowiola, però, si distingue Shannon Brown, l’unico insieme al Mamba che sembra reggere l’urto dei Celtics. E così con le sue invenzioni risaliamo, fino al -2 (67-69). Piazziamo la prima scossa a inizio ultimo quarto quando troviamo wide open da tre prima Odom (70-71) e poi Barnes, che sigla il sorpasso (73-71). Siamo avviati al finale thriller, Rivers opta per far riposare Rondo e Allen in modo di averli freschi nelle fasi decisive, io decido di anticipare le fasi decisive, sfruttando l’occasione. Il play droide che sostituisce Rondo manda in confusione l’attacco fin lì perfetto di Boston, Pierce e Garnett sono costretti a forzare tutto, noi spingiamo a mille, perché in una garatre di Finale non è tempo di riposi. E piazziamo il break! Quattro punti consecutivi di Kobe ci mandano a +5 (81-76), Brown ruba e dunka in contropiede il +7 a 4’04” dalla fine (83-76) e quando Rivers rimette dentro Rondo e Allen e i Celtics rimontano subito, è ancora una rubata di Shannon Brown che decide, sottraendo a Rondo sotto canestro a 44” dalla fine il possesso del possibile -2 biancoverde.


At the end è proprio Shannon Brown il Jordan Player of the Game con una gara totale: 16 punti, 5 rimbalzi, 5 assist, 4 recuperi. Rajon Rondo e Ray Allen (22 punti a testa) masticano amarissimo. Doc Rivers potrebbe averla fatta veramente grossa…

Thursday, February 16, 2012

NBA FINALS, GAME 2: BOSTON CELTICS - LA LAKERS



I 18.000 del TD Garden si devono inchinare a Sua Magnificenza Kobe Bryant che con 45 punti mette in scena uno show storico alla Jordan, trascinando i Lakers al 94-82 che pareggia la serie sull’1-1. Queste Finals non sono più una semplice battaglia. Sono una guerra, senza esclusioni di colpi, e Boston stava per farla sua once again, controllando la scena per tre quarti e forte di un +7 a 9’ dalla fine che non sembrava lasciare speranze ai Lakers il cui composto chimico, perfetto fino alle Western Conference Finals, veniva nuovamente separato in singole molecole inefficaci dalla disaggregante difesa biancoverde. Sfortuna per Boston, una di queste molecole è Kobe Bryant.
Ma c’è anche un altro eroe, inatteso, che ha improvvisamente immesso una gara persa sulla highway diretta a Los Angeles: Matt Barnes. Dopo una spettacolare tripla “catch and shot” di Kobe Bryant in uscita da un blocco che ci vale il sorpasso a 7’ dalla fine (73-74), l’ipertattoed ex Orlando Magic intercetta dal nulla quattro palloni consecutivi in 59” netti lanciando altrettanti contropiedi. Solo uno di questi non va a buon fine, gli altri tre producono 7 punti inseriti in un parziale letale di 13-4 Lakers che mette improvvisamente in silenzio tutto il palazzo. A 3’21” dalla fine, dopo aver "controllato emotivamente" la gara per tre quarti, i Celtics dal +7 si trovano in soli cinque minuti a -10 (77-87) incassando un devastante break lungo di 21-4... Ma non si arrendono ancora, sono durissimi, riescono a riprendersi e a risalire fino al -5 (82-87). Poi ci pensa lui…


Il Mamba Nero sfrutta una disattenzione difensiva di Ray Allen (zero punti nel secondo tempo dopo i 15 dei primi due quarti...) e affonda i denti veleniferi nel fianco dei Celtics segnando la tripla del +8 a 2’ dalla fine (82-90). E’ la sentenza, come in garauno, ma a protagonisti invertiti. Che Kobe fosse in serata di grazia lo si intuiva subito dai suoi 14 punti nel primo quarto, mentre Bynum a 80” dalla palla a due iniziale incappava subito in due falli condizionanti. Ma se da un lato Bryant martella, dall’altro Ray Allen risponde, con i Celtics che trovano anche 7 punti insperati nel secondo quarto dall’ex Cremona Von Wafer... Boston arriva così anche a +8 (43-35), anche se all’intervallo dimezziamo lo scarto (49-45). Alla ripresa dopo la pausa lunga, Kevin Garnett commette il 4° fallo ed esce dalla partita. E’ l’occasione per spingere, ma il suo sostituto “Big Baby” Davis disputa un terzo quarto clamoroso, regge da solo l’impatto con un Bryant ultraterreno in un’inedita sfida a distanza e a 10’ dalla fine i Celtics sono avanti di cinque (71-66). Che diventano sette punti di vantaggio dopo 23” dall’inizio dell’ultimo quarto (73-66, 2/2 di Pierce): il 2-0 nella serie è in mano loro, per noi sembra la fine, torna l'incubo delle Finals 2012 perse contro gli Heat. Nessuno si sarebbe mai immaginato che da lì a pochi istanti sarebbe iniziato l’incredibile parziale di 21-4 che avrebbe sovvertito tutto...

Wednesday, February 15, 2012

NBA FINALS, GAME 1: BOSTON CELTICS - LA LAKERS


L A  L E G G E N D A  D E I  B I G  T H R E E  C O N T I N U A!  Nessuno se lo sarebbe mai aspettato, but it happenz. Davanti ad un Bankworth Garden in visibilio, interamente vestito di verde, il “Celtics Pride” scrive un altro capitolo di questa incredibile stagione vincendo garauno per 93-86 e portandosi in vantaggio 1-0 nelle Nba Finals contro una squadra, i Lakers, ritenuta pressoché imbattibile e reduce da 16 vittorie nelle ultime 18 partite! Insanefull.

L’evento chiave a 3’ dalla fine. I Celtics sono avanti 80-75, forzano con Pierce e LA scatta in contropiede, forse troppo. Bryant si lascia trasportare, azzarda una sospensione dalla lunetta, ferro, rimbalzo di Rondo che parte subito come un fulmine mentre il Mamba è ancora fermo a rimuginare sul tiro fallito del possibile -3. Fatale. Perché Ray Allen, libero dalla marcatura di Bryant, è già subito in angolo wide-open. Rondo lo serve con una fucilata, Bynum si stacca dall’area per andare a chiudere ma è troppo tardi: He Got Game catch and shot all’istante: bucket da tre, 88-80 Celtics. Di tempo ce ne sarebbe anche per recuperare, ma non per una squadra reduce da 6 punti negli ultimi 6 minuti... Right, ben più dei 25 punti e 6 rimbalzi di Paul Pierce, ben più dei 23 dell’Mvp Ray Allen, ben più del jump shot di Garnett in faccia a Bynum e Gasol che ci condanna definitivamente a 2’30” dalla fine, ben più delle prestazioni individuali, potè la difesa collettiva. Ci ha corroso, minuto dopo minuto, come un acido. Azione dopo azione, quando garauno era ancora tutta da giocare (73-73 a 7’ dalla fine), lentamente le loro morse si sono strette attorno a noi, costringendo Bryant (33 punti at the end) a rimanere a secco negli ultimi cinque minuti, portandolo a forzare di ogni. Togliendo le ricezioni a Bynum e Gasol, cancellando Miller e Mills, reduci dalla serie trionfale contro gli Spurs. Noi eravamo partiti subito alla grande (10-3) costringendo i Celtics ad un iniziale 0/6 al tiro che faceva presagire all’ennesimo massacro portato dai Lakers, ma al primo time-out di Doc Rivers la musica comincia a cambiare. Boston rimonta con Ray Allen, noi abbiamo un nuovo sussulto nel secondo quarto grazie a Shannon Brown (22-28), ma qui la pazienza e la saggezza tattica dei Celtics emerge di prepotenza, sale in cattedra anche “The Truth” Pierce e all’intervallo i Celtics sono avanti di 10 (48-38) firmando nel quarto un break clamoroso di 30-18.
Rispondiamo pan per focaccia nel terzo periodo, dove siamo noi a rifilare un 30-18 ai biancoverdi con 15 clamorosi punti di Kobe nei primi 6’ che ci portano avanti di due (54-56); e il +5 che tocchiamo nei primi minuti dell’ultimo quarto grazie alle iniziative di Brown sembrano lanciarci verso il controllo della partita (66-71). Wrong.
Il Capitano Pierce, Mvp delle Finals 2008, non ci sta. Guida da solo la rimonta, firma il pareggio a quota 73, scodella la tripla uppercut del 78-73 a 4’46” dalla fine, poi Jeff Green ci infilza con il piazzato dell’80-73. Siamo sulle gambe. Kobe forza l’impossibile, Ray Allen no. 1-0 Celtics.