Abbiamo quasi due settimane di pausa, c’è tempo per preparare con cura la trasferta a Salt Lake City, insidiosissima. Mando Sacre a comprare un paio di mambut per la neve, lui capisce mom butt e mi porta le foto di un culo. In questi quattordici giorni dove noi siamo senza partite Miami ha il tour de force. Senza che muoviamo un dito, ci arriva la notizia: ne perdono tre, chiudono con sette sconfitte e noi, che ne abbiamo quattro a due dalla fine, siamo primi matematici!
Dan, faccio al mio vice, pensaci tu alle ultime due (a
Utah e allo Staples con Phoenix). Da buon D’Antoni, le perde entrambe, ma anche perchè negli ultimi allenamenti è successo un po' di tutto: febbre a Chris Andersen, stiramentino a McCallebb, guaio muscolare ad un altro. Tutti risolvibili day by day ma comunque rallentano. La
striscia dunque si ferma a sedici vittorie di fila e chiudiamo a 23-6, 79,3%. Poco
male, la percentuale del 72-10 dei Chicago Bulls 1995-96 (87,8%) non l’avremmo
superata nemmeno col 25-4 (82,6%) e non era comunque un obiettivo. Io ho
in testa solo una cosa: è triangolare.
Mentre sono beatamente sdraiato sul divano a guardarmi
una vecchia pellicola del 1980, La locanda dell’allegra mutanda, squilla il
telefono. Dalle mie gambe emerge la testa di una pompin girl che risponde:
gggc..mgmg..chgghi..gggbbbb..è? Mi passa la cornetta. E’ Sterno, mi comunica
che ho vinto il titolo di allenatore dell’anno. E’ la quinta volta che me lo
danno in trentotto stagioni e per la quinta volta manderò a ritirarlo il sosia
di Kermit la rana, in piena polemica. Ma vi rendete conto che Mike Brown, Mike
D’Antoni e Sam Mitchell hanno vinto gli stessi titoli di Coach of the Year di
Phil Jackson (uno)?? Ma robe da disintegrati mentali.
Per un po’ culliamo l’idea che Kobe, o anche Paul
George, potesse vincere l’Mvp stagionale, ma alla fine se ne reimpossessa
LeBron James (l’anno scorso fu di Durant) alla media di 28,0 punti, 8,5
rimbalzi, 5,9 assist e il 54% al tiro col 40% da tre. Mostro illegale. Con chi
siamo capitati al primo turno, Coach? Mi fa Sacre mentre prende un’ordinazione.
Contro Utah, Bob, quei mambut mi serviranno. Mentre lui va a prendere la macchina fotografica, vedo dai finestroni del mio ufficio in alto che qualcuno in campo si sta allenando da solo.
Lui, 25 ppg quest'anno, accusato numero uno del 3-0 to 3-4 contro Portland negli scorsi playoff, non vuole lasciare niente di intentato. Ora si fa veramente sul serio.
