"Not one, not two, not three, not four..." l'ormai celebre frase di LeBron James appena sbarcato a Miami after the Decision e rinfacciatagli dopo le Finals 2011 perse contro Dallas, ora trova il suo sfogo. L'intera annata 2011-12 degli Heat è stata un dominio dall'inizio alla fine: 19 vinte nelle prime 21 partite con uno scarto medio di più di 10 punti, nonostante un infortunio che ha tenuto Wade fuori dai giochi per più di un mese. 25 vittorie e 4 sconfitte per dominare in testa a tutti la stagione, con LeBron James Most Valuable Player ed Eric Spoelstra Coach of the Year.
Poi iniziano i playoff e la marcia di Miami si fa davvero impressionante: 4-1 agli Indiana Pacers, 4-1 agli Atlanta Hawks, addirittura 4-0 ai Chicago Bulls e in vantaggio per 3-0 contro di noi. Prima di garaquattro di Finale, insomma, i Miami Heat avevano un ruolino complessivo di 40 vittorie su 46 partite!!! Solo per un caso di distribuzione equa delle sconfitte nella timeline stagionale non hanno superato il celebre record dei Los Angeles Lakers 1971-72 di 33 vittorie consecutive...
Infliggendo per giunta scarti abissali agli avversari, soprattutto nei playoff (clamoroso il massacro ai danni dei Bulls), soprattutto in Finale, dove hanno vinto le quattro partite necessarie con uno scarto medio tra i 15-20 punti. Numeri alla mano siamo indiscutibilmente di fronte ad una delle squadre più forti di tutti i tempi, considerazione marchiata a fuoco soprattutto dalla vittoria del titolo NBA, perchè se non fosse arrivato il Larry O'Brien Trophy, tutto sarebbe stato rimesso in discussione. Basti pensare all'anno scorso: in fondo nel 2011 Miami è pur sempre arrivata in Finale e poteva vincere. Ma ha perso e la loro stagione 2010-11 è pressochè stata considerata un fallimento. Ma visto con gli occhi di adesso, anche la passata season "fallimentare" da vice campioni del mondo assume un suo senso. Era solo il preludio al dominio. A N E W D I N A S T Y I S B O R N.