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Sunday, May 13, 2012

5 domande 5 about: i Lakers sono fuori dai playoff


I Lakers sono fuori dai playoff. La squadra losangelina era risalita all’ottavo posto sbancando Phoenix per 109-101, ma la trasferta successiva a Oklahoma City è fatale per Bryant e compagni: L.A. controlla per tre quarti issandosi anche a +12 grazie all’uso continuo della zona e ad un Gasol in gran spolvero, ma nella seconda metà dell’ultimo quarto i Thunder si scatenano improvvisamente con un Westbrook in versione LeBron e OKC infligge un pesantissimo 110-97 che esclude matematicamente la squadra californiana dalla corsa per l'anello.


1.       Zen, si dimetterà?
“No. Nelle ultime dieci partite ne abbiamo vinte sette e la ‘remuntada’ contro i Knicks ha dimostrato che questa squadra ha lo spirito per andare a vincere il titolo Nba nella prossima stagione. Essere fuori matematicamente dai playoff con il 54% di vittorie fa imbestialire, ma la ‘ball dont lie’. Meritiamo di stare fuori.”
2.       Questo però è un flop ‘storico’: a memoria non si ricorda una formazione dei Lakers così forte fallire la qualificazione ai playoff.
“Soltanto altre cinque volte nella loro storia i Lakers non si sono qualificati ai playoff: 1957-58, 1974-75, 1975-76, 1993-94, 2004-05. Ma erano tutte formazioni mediocri, a parte forse quella del 1976 che aveva già Kareem Abdul Jabbar, ma che comunque era costruita ancora sulle fragilissime fondamenta dell'anno precedente. Ma questa squadra qui, con Bryant, Gasol, Bynum e Beasley dalla panchina era una squadra da Finale. L’errore primigenio è stato affidare il primo mese di campionato a John Kuester (5-5), credendo di conoscere già a menadito quella squadra che avevo allenato nell’ultima stagione del Secondo Mondo prima della Grande Esplosione. E invece here quella chimica perfetta, raggiunta a fatica, era tutta da riformare e nella parte cruciale della stagione per noi è stato come essere ancora in preseason. E’ lì, perdendo gare facili che avremmo dovuto vincere, che abbiamo compromesso la stagione.”
3.       Eppure siete andati ad un passo dall’entrare tra le prime otto.
“Dopo la vittoria contro New York, e ancor di più dopo la successiva contro Phoenix, ci credevamo. I Rockets avevano perso e noi eravamo dentro ai playoff. Stavamo controllando, a tratti dominando, la gara a Oklahoma City contro i Thunder e a fine terzo quarto ho sentito tra le mani la qualificazione matematica. Poi, tutto d’un tratto, Westbrook e Durant sono diventati due LeBron incontrollabili e la nostra stagione è saltata per aria in cinque minuti.”
4.       Zen, in questo Terzo Universo lei ha vinto soltanto un titolo Nba in quattro stagioni: sta invecchiando?
“Stiamo tutti invecchiando. Anche Kobe un giorno non sarà più in grado di prendere il ferro con un tiro e più gli Universi si susseguono, più diventerà dura. Ma dopo questo campionato non ci vedo più dalla fame: aggrediremo la prossima stagione con una ferocia inaudita."
5.       Lei crede ciecamente in questa squadra, tutti confermati?
“Tutti, eccezion fatta per Fisher che si è ritirato. Avevamo tre contratti in scadenza e ci siamo messi d’accordo in un batter d’occhio: Matt Barnes ha rinnovato per un altro anno al minimo, Devin Ebanks è stato blindato per 4 anni a 3.36 mld complessivi. Shannon Brown idem, ma per 6.62 mld. Dai free agent ho firmato l’ex play di riserva dei Blazers, Ismael Smith per 5 anni a soli 2.88 mld in totale.”

Per la cronaca il titolo Nba è stato vinto dagli Oklahoma City Thunder in garasette contro i Miami Heat; Kevin Durant nominato Mvp delle Finali. LeBron James si è intascato l’Mvp stagionale, Kyrie Irving (Cavs) il rookie of the Year, Dwight Howard (Magic) è il miglior difensore mentre Louis Williams (Sixers) ha preso il Sixth Man Award, battendo in volata Michael Beasley.
A fine stagione è pesantissimo a Boston il ritiro di Ray Allen che decreta la fine dei Big Three biancoverdi: un titolo Nba (2008) e una Finale persa a garasette (2010) la loro breve, ma intensa, dinastia. Si ritirano anche Grant Hill e Jason Kidd, quest’ultimo inserito anche nella Hall of Fame. Smettono di allenare George Karl e Flip Saunders. Il sorteggio dei Draft ha premiato i New Orleans Hornets con la chiamata numero uno.

Saturday, May 12, 2012

Un Lakers-Knicks da annali!


Allo Staples Center arrivano i New York Knicks, sorprendentemente secondi nella Eastern Conference con un record strabiliante di 19-9. Here hanno trovato l’annata di grazia, dove i talenti di Carmelo Anthony, J.R.Smith, Stat, Tyson Chandler si fondono nella ‘Linsanity’ collettiva. Ci pestano a sangue, ci massacrano, ci maciullano. A noi non entra una bomba, Bryant è cancellato (8 punti all’intervallo) e finiamo sotto di 24 punti dopo due minuti dall’inizio del terzo quarto. Meno 24 a 18’ dalla fine. Per inciso se perdiamo, siamo matematicamente fuori dai playoff. E’ forse ‘sta frase che ronza in testa a Kobe Bryant durante un time-out, dove proviamo la carta ‘Ebanks da numero 4’, visto che Pau è serata ‘Gasoft’. Kobe vuole i playoff con tutta la ferocia possibile, in tutti i modi possibili, e dà vita ad un one man show allucinato, forzato dalla necessità, perché in attacco nessuno lo sostiene. Ma i Knicks sono implacabili, ogni alzata di mani un bucket velenoso e dopo un accenno di rimonta riprecipitiamo a -16 con soli sette minuti sul cronometro. The end. Fuori dai playoff. I giornali battono già titoli catastrofici. I tifosi lasciano lo Staples, l’ESPN manda in onda la grafica di tutti i più grandi fallimenti della storia dei Lakers. Ma... http://www.youtube.com/watch?v=jHZvoK9dCWU .   E inoltre qualcuno non ha fatto i conti con il n°24.
 
Quello che accade negli ultimi sette minuti di Lakers-Knicks è già leggenda. Kobe Bryant si carica sulle spalle tutta la squadra, divulga la pallacanestro del post-basso, s’inventa una rimonta allucinata e a 20” dalla fine L.A. è clamorosamente sul 95-98 in uno Staples Center in visibilio assordante! Palla ai Knicks, se segnano è finita, ma chiudiamo il ferro a New York e ci conquistiamo l’ultimo possesso! Time-out, butto dentro tutti i tiratori da tre che ho (Fish, Vujacic, Kobe, Metta, Beasley), ma so già dove andare. Rimessa ‘What the Fuck’, Bryant si libera, scocca il dardo dietro l'arco..... DENTROOOO!!!!! Primo pareggio di tutto l’incontro, 98-98 a 8” dalla fine!!! E’ l'inaudito 35° punto del Black Mamba nella ripresa, il totale, al momento, ammonta a 43. Ma non è finita, l’ultimo attacco è dei Knicks, rimessa di Lin che manda via tutti e gigioneggia sulla linea da tre in posizione centrale, la stessa identica azione del real buzzer-beater contro i Raptors di quest'anno http://www.youtube.com/watch?v=iLRzcPTYpws  Spara la tripla senza appello a 1” dalla fine, ‘Lin for the wiiiiiiiiiin…' secondo ferro, fuori!!!!! Overtime! Assurdo!

E ormai non ce la possiamo far più scappare! Una rimessa sbagliatissima dei Knicks ci dà il 106-102 a 1’11” dalla fine del supplementare che sembra chiuderla, ma contro ricambiamo di sciocchezze e un passaggio avventato di Bryant lancia Melo a dunkare in solitario il 106 pari a -40” tra mille smoccoli del Coach Zen. Bryant pesca un fallo, va in lunetta, ne segna solo uno e a 28” dalla chiusura il match si spariglia: Lakers 107, Knicks 106! New York ha quasi l’ultimo tiro, questa volta si va di coralità, sembra provarci Melo ma la palla arriva a Tyson Chandler: lo bracchiamo, non lo facciamo girare, lo spostiamo via verso il centro, i secondi stanno scadendo e l’ex Dallas è costretto a forzare ad altezza lunetta. La difesa dei Lakers va tutta su di lui e ancor prima di vedere dove andrà il suo tiro capiamo che per noi è finita, perché sotto canestro da solo è rimasto Amarè Stoudemire e il rimbalzo offensivo con relativa schiacciata della vittoria è l’ovvia conclusione. Il tiro di Chandler sorvola duemila mani yellowiola, prende il ferro e, come temuto, ‘Stat’ fa suo il rimbalzo nel deserto. Gli basta solo girarsi e schiacciare sulla sirena la vittoria dei Knicks. Lo fa, forse con una frazione di secondo di ritardo, tanto basta a Metta World Peace di smanacciare la palla dalle mani di Stoudemire e deviarla di un millimetro verso Ebanks! Recupero Lakers, F I N I T A ! ! ! ! ! ! ! ! 107-106 allucinante recuperando da un -24 a 18 minuti dalla fine e da un -16 a -7 minuti!
Kobe Bryant da leggenda chiude con 48 punti, 40 dei quali tra il terzo quarto, il quarto quarto e il supplementare! E che dire della doppia doppia di Byum da 14 punti e 21 rimbalzi? Siamo ancora noni, nonostante l’abbondante 50% di vittorie (14-12), nonostante le sette vittorie nelle ultime dieci partite. Memphis e Houston, rispettivamente settima e ottava a pari record, non mollano l’osso. Mancano solo tre partite alla fine, ‘appuntamentini’ del tipo di una trasferta a Phoenix, una trasferta a Oklahoma City e l’ultima allo Staples contro i Dallas Mavericks. Forse non ce la faremo nemmeno se le vinciamo tutte e tre, ma un Kobe Bryant del genere, che contro i secondi dell’Est segna 40 punti tra secondo tempo e supplementare dopo averne fatti 63 ai Bobcats, è uno spettacolo da bocca aperta.

Wednesday, May 9, 2012

Aggrappati con le unghie!


D A I   C A Z Z O O O O O ! ! ! ! ! Grande, grande, grande vittoria liberatoria ad Indianapolis contro i fortissimi Pacers (98-105) ! ! ! Era la gara più delicata degli ultimi anni, se avessimo perso saremmo precipitati a 12 vinte e 14 perse e addio playoff. E invece in una gara durissima, contro una squadra completa in ogni ruolo (Collins, Granger, George, West, Hibbert) sfoderiamo la miglior prestazione dell’anno con un Gasol da 26 punti, 7 rimbalzi, 10/15 al tiro, un Bryant da 27 e 6 ‘boards’ ed un Bynum da doppia doppiona (18 e 12 rimbalzi); nel finale punto a punto la ‘barbatruccata’ della zona 1-3-1 spariglia le carte a nostro favore regalandoci quei possessi decisivi in più. Non c’è tempo per rifiatare che siamo subito chiamati ad un’altra prova impegnativa, pericolosa: questa volta allo Staples Center contro i giovani ed energici Philadelphia 76ers di Doug Colling. Contro di loro è durissima, ma ho in serbo una sorpresa: zona per tutta la partita. Non ci sono razzi, non volevo farmi infilare dai loro devastanti contropiedi e uno contro uno e così vado di zonaccia clamorosa. E facciamo nostra anche questa: 95-84, ancora con Gasol Mvp (25 punti, 10 rimbalzi, 10/14 from the court), ancora con Kobe a quota 27, ancora con Bynum in double double (11 + 10) e questa volta con un Brown in doppia cifra in più (12). Saliamo al nono posto nella Western con 13 vinte e 12 perse: ottavi sono i Rockets con 14-11. Mancano 4 partite alla fine. D A I  C A Z Z O ! ! ! ! ! !

Tuesday, May 8, 2012

HURRICANE 'BRON


Una furia devastante. Quasi un terzo dei cicloni colpisce qui, in Florida. Ieri s'è n'è manifestato uno di 6 piedi e 8 per 280 libbre, una potenza sradicante che ci ha disintegrato in un secondo tempo da antologia, dove LeBron ne ha messi quasi 30 (su un totale di 38) annientandoci da solo. Miami, senza Wade infortunato, era finita sotto di dieci nel secondo quarto dove noi stavamo controllando la situazione, con Devin Ebanks che cancellava il Choosen One ad ogni attacco, anticipandolo, colpendolo, sporcandogli ogni passaggio. Ma dopo l'intervallo irrompe un fronte di bassa pressione che cambia completamente le condizioni metereologiche: la difesa degli Heat diventa un muro insuperabile e comincia a formarsi l'uragano LeBron che ci sradica via dai sostegni. James si prende sulle spalle la squadra da solo e comincia ad attaccare il ferro con una furia assassina. Palleggio, palleggio, finta di corpo, passo di incrocio, salto impressionante e schiacciata potente in testa a Bynum e Gasol. Parte delle azioni si concludono così, immarcabile: e quando non riesce a sradicare il ferro, subisce comunque fallo e il 2/2 in lunetta è servito. Segna 28 punti dopo l'intervallo, prende Miami sotto di dieci e la trascina da solo al 111-88 finale che ci rispedisce sotto il 50% di vittorie (11-12). Anche Bryant ne posta 38, ma con un peso specifico ben diverso. Anche lui, insieme ai Lakers, è stato spazzato via, mentre Miami manda un messaggio a tutti: 21 vinte, solo 5 perse, dominatori incontrastati. Anche senza Wade, che non so cos'abbia o quanto starà fuori. Una tegolissima invece colpisce una squadra, i Memphis Grizzlies, attualmente settimi a Ovest e invischiati nella lotta-qualificazione: il play Conley si rompe il crociato e la stagione finisce qui.

Monday, May 7, 2012

Bryant 63 davanti agli occhi di Sua Maestà Jordan


Lui non ci sta. Alla vigilia di due tremende trasferte consecutive che segneranno la stagione dei Lakers (@ Miami e @Indianapolis) ce n’è una alla Time Warner Cable Arena di Charlotte, nel North Carolina, gara che segna il ritorno tra i dodici di Derek Fisher. Un cliente facile, i Bobcats, che i Lakers prendono un po’ troppo alla leggera, finendo addirittura sotto di 11 nel primo quarto. E’ qui che Kobe non ci vede più dalla fame. Il Black Mamba, per spronare i compagni, prende sul personale la sfida contro le Linci e manda un messaggio del genere.

63 punti, 26/42 al tiro con 6/7 da tre davanti agli occhi di Sua Maestà Michael Jordan, che Bryant 'onora' autografando la stessa cifra che ‘Air’recapitò ai Boston Celtics nei playoff dell’86. Il 63° punto è una firma ‘alla Mamba’, con una tripla sulla sirena finale della partita che va agli archivi su di un facile 101-84. E’ un messaggio alla squadra (‘datevi da fare cazzo’!!!), a LeBron (‘sto arrivando Chosen Uan’) e non so quanto Jordan l’abbia gradito… Il tassametro corre però; le partite che mancano alla fine si riducono a sette e noi siamo ancora decimi nella Western (11-11): al momento la nostra corsa è su Dallas, ottava con 9 sconfitte. All'ultima giornata c'è Mavs-Lakers...

Za Big Return


Serve lui, serve la sua presenza, anche se non difende più. Derek Fisher si toglie il doppio petto di assistente non giocatore, si riallaccia le scarpe, si reinfila l’armatura dorata n°2 e torna in campo a partire dalla prossima partita. Sarà la riserva di Ramon Session, Goudelock si accomoda in tribuna. Servirà per dare la scossa a LA LA Land? Non si sa. La vittoria sui Celtics rinfranca, ma la classifica è ancora deficitaria: 10 vinte, 11 perse a otto partite dalla fine. Saranno otto finali, obiouvsly, dobbiamo vincerne almeno sei se vogliamo essere sicuri dell’invito alla Big Dance. Miami sta dominando ed è la favorita numero uno again, ma nella Western Conference c’è una squadra che sta sorprendendo tutti, i Minnesota T’Wolves, actually primi con un record super. E’ evidente come sia stata Minnie nell’immediato a beneficiare della trade che ci ha portato a Los Angeles Michael Beasley in cambio di Andrej Kirilenko, Troy Murphy e la nostra prima scelta 2012. E a giudicare dal nostro campionato, quella First Round Pick ’12 potrebbe essere un ulteriore affare a Minnie Land... FUCK!

Saturday, May 5, 2012

Lakers, i playoff si allontanano

Avevo attaccato un poster di Rocco Siffredi negli spogliatoi con su scritto "se forzate v'inculo". Non è servito neanche quello. Dopo due double vu che facevano ben sperare (118-110 contro i Clippers e 107-80 ai Nets) sono arrivate due sconfitte che ci risbattono ampiamente sotto: ora siamo a 9 vinte e 11 perse e mancano soltanto nove partite alla fine. Ci castigano i Portland Trailblazers allo Staples (81-91) e i Detroit Pistons al sempre suggestivo Palace of Auburn Hills (93-104). Siamo totalmente allo sbando e l'incredibile comincia a materializzarsi all'orizzonte: i Lakers che non si qualificano ai playoff, come nel 2005. Ma all'epoca la squadra era stata smantellata (via Phil Jackson, via Shaq, via Fish, via Fox, via Payton, via Karl Malone) e attorno a Kobe rimaneva gente come Medvedenko, Chris Mihm, Brian Cook e un Vlade Divac a fine carriera. Ora invece attorno al Black Mamba ci sono big come Andrew Bynum, Pau Gasol e Michael Beasley e il roster è attrezzato per andarsi a giocare il Larry O'Brien Trophy. E invece siamo qui, undicesimi nella Western Conference a sole nove giornate dalla fine, a due sconfitte di distanza dall'ultimo posto utile per i playoff. E dobbiamo ancora incontrare Boston (prossimi avversari), Miami (sta dominando l'Nba con 3 sole sconfitte all'attivo), Indiana, Dallas...


Wednesday, May 2, 2012

5 domande 5 about: il 7-9


Il vergognoso -27 casalingo contro i Golden State Warriors compromette l’intera stagione dei Lakers: dopo sedici partite il bilancio di 7 vinte e 9 perse estromette i lacustri dalle contender per l’anello e li mette a serio rischio qualificazione per i playoff.

1.       Zen, ci dia una spiegazione secca.
“Non funziona un cazzo.”
2.       Sia un po’ più preciso
“Siamo tornati a non difendere, come in tutte le ‘prime stagioni’ di questo Universo dove, non a caso, non abbiamo mai vinto un titolo nella season d’esordio (2-4 in Finale nel Primo Mondo contro gli Heat, 1-4 nelle Western Conference Finals nel Secondo Mondo contro i Thunder, ndr). Ma qui la situazione si è fatta leggerissimamente più complicata. Siamo al 43,7% di vittorie e mancano solo tredici partite alla fine: dobbiamo ancora affrontare Clippers, Heat, Celtics, Thunder, Blazers, Pacers, Mavs…”
3.       Ma siete nella merda fino al collo!!!
“Di più. Siamo partiti da favoriti per il titolo e ci ritroviamo tredicesimi nella Western Conference, a tre sconfitte di distanza dalla soglia playoff, a sole tredici partite dalla fine e con le grandi ancora da incontrare. La stagione è talmente compromessa che sta diventando stimolante.
4.       Tredici titoli Nba vinti in 25 stagioni, quattordici Finali disputate e ora il Leggendario Coach Zen rischia di star fuori dai playoff con una squadra che ha Bryant, Gasol, Bynum e Beasley??!?!
“L’errore primigenio è stato affidare a John Kuester le prime dieci partite della stagione (5-5), quelle che di solito erano il mio periodo di ‘conoscenza della squadra’. Essendo la stessa dell’ultima season del Secondo Mondo credevo di conoscerne a memoria tutti i meccanismi, perché quella squadra stava dominando, prima della Grande Esplosione. E invece quei meccanismi perfetti, qui sono ancora tutti da ricostruire; con la differenza che ora siamo nel bel mezzo della stagione. Anzi, oltre.
5.       Se non riuscirà a qualificarsi per i playoff si dimetterà da allenatore dei Lakers?
“E’ il minimo, ma non accadrà. La stagione ormai è compromessa, e per stagione intendo l’unica cosa possibile che i Lakers devono fare: vincere il titolo. Però entreremo nei playoff e una volta lì dentro sputeremo sangue. Dallas nel 2011 vinse il Larry O’Brien Trophy partendo da settima dell’Ovest, possiamo ambire solo a quello. O diventare la prima squadra Nba a vincere un titolo partendo da ottava. Perché è sempre a quello che miriamo, anche da tredicesimi dell’Ovest…”

IT'S A SHAME!

Lakers sconfitti in casa dai Golden State Warriors per 80-107!

Tuesday, May 1, 2012

Metta World a 27" dalla fine salva la panchina del Coach Zen

Scacciato il pericolo dell'esonero. Ma ci è voluta una sospensione di Metta World Peace in faccia a Anthony Parker a 27" dalla fine per avere la meglio dei Cleveland Cavaliers. Ecco come sono andati gli ultimi secondi. http://www.youtube.com/watch?v=8gzHNFx3ctU


Sunday, April 29, 2012

Disastro Lakers, contro i Nuggets arriva la terza sconfitta consecutiva. Barba a rischio esonero


E adesso i Lakers tremano sul serio. A Denver arriva la clamorosa terza sconfitta consecutiva (111-97) e la squadra sembra allo sbando (sotto tutta la gara, precipitati anche a -19 a fine secondo quarto). Dopo quattordici partite, le prime dieci dirette da John Kuester (5-5) e le ultime quattro dal Coach Zen (1-3...), Kobe & Co si trovano all'undicesimo posto nella Western Conference con un record di 6-8 e la mannaia di Damocle sul Barbatrucco: se non vincerà una delle prossime due partite verrà automaticamente esonerato con esilio a Sant'Elena.

Lakers undicesimi: e 'mmo 'so ccazzi!

"What a disaster season for the Lakers!" L'emblematico commento, mai sentito prima, di uno tra Marv Albert e Steve Kerr giunge alle orecchie del Barba mentre è in corso la gara contro i Minnesota Timberwolves. Quasi profetici i due, perchè al Target Center vinceranno i Lupi del Minnesota 103-96 condannandoci alla seconda sconfitta consecutiva e acuendo una classifica negativa che ora parla di 6 vinte - 7 perse e l'undicesimo posto della Western Conference. Prima ci eravamo fatti infiocchettare dagli Houston Rockets; ci ha castigato Courtney Lee con una velenosa sospensione a pochi secondi dalla fine e Bryant (39 punti) ha fallito il tiro della vittoria sul fucker-buzzer. Nella gelida Minneapolis, la stessa cosa: il Black Mamba esagera (45 punti) ma a 16" dalla fine, con Minne avanti 98-96, crasha sul ferro il tiro del pareggio e il resto lo fanno i falli sistematici. F U C K !  Ricky Rubio fa quello che vuole; con 30 punti, 10/15 al tiro, 8 assist e azioni funamboliche ha guidato Minnesota alla rimonta da -15 insieme ad un Kevin Love double double da 20 punti e 12 rimbalzi. 
E' chiaro che le ultime tre partite di Bryant (37 punti contro gli Spurs, 39 contro i Rockets e 45 contro i T'Wolves) sono un segnale che la squadra, nell'accezione di gioco di gruppo, ancora non c'è. Quella macchina perfetta che erano i Lakers pre-esplosione nucleare del Secondo Mondo, benchè i giocatori siano esattamente gli stessi, qui deve ancora rodarsi. Ma di tempo ce n'è poco.

Thursday, April 26, 2012

GUERRE STELLARI D'ALTRI TEMPI: BRYANT 37 PUNTI, GINOBILI 45 CON 14/15 DA 2!

Ai 18.581 dell'AT&T Center sarà sembrato di essere tornati a metà anni Ottanta durante le sfide a suon di quarantelli tra Larry Bird e Dominique Wilkins, perchè un duello individuale del genere, diretto face to face, non si vedeva da tempo, e quasi mai in un 2K Universo, dove agli avversari raramente è concesso sfondare certe quote. E invece Manu Ginobili ha esagerato: 45 punti con 5 recuperi ed un non-ci-si-crede 14/15 da 2, seppur affiancato da un 3/12 nelle triple. Ne bastava una in più e avrebbe pareggiato il suo career-high di 48 contro i Suns nel 2005. Ma l'insolito one man show ginobiliano è stato un huuuuuge looooooosing effort.
Abbiamo il sacco in terra texana (95-101) alla prima partita con il Coach Zen in panchina dopo le prime dieci giornate affidate a John Kuester, siamo tornati sopra il 50% di vittorie (6-5) e dunque dentro la zona playoff. Dopo essere stati avanti di dieci nel secondo quarto e sotto di otto nel terzo, il momento chiave arriva a 70" dalla fine quando siamo avanti di due e DeJuan Blair spedisce i liberi del pareggio entrambi sul ferro tra gli smoccoli di Popovich; il secondo personale sbagliato esce lungo dal rimbalzo sul ferro ed espone gli Spurs al nostro contropiede immediato che si conclude con un'entrata in rimorchio di Gasol su assist di Session: 89-93 e virtualmente chiusa. Il resto lo fa la mano glaciale di Bryant dalla lunetta sui continui falli sistematici, un Kobe che all'ombra dei 45 di Ginobili, ricama una prestazione da 37 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Alla fine trionfa il Mamba, ma i 45 di Manu con quell'irreale 14/15 da due (quasi tutti tiri in sospensione!) sono già l'evento della stagione. C'è però anche il rovescio della medaglia, quello difensivo: Bryant si è fatto sparare in faccia 45 punti e Ginobili 37.

Wednesday, April 25, 2012

5 domande 5 about: si riparte!


Scenario dopo la distruzione nucleare del Secondo Mondo: i Los Angeles Lakers ripartiranno nel Nuovo Mondo, il Terzo, con la formazione “before the explosion”, ma per ricomporla è stato necessario affidare a John Kuester le prime dieci partite della stagione. Bilancio: 5 vinte, 5 perse e undicesimo posto nella Western Conference…

1.       Zen, non male il suo vice…
“Gli venisse una perifrastica passiva al culo!!! Tra l’altro il 5-5 è arrivato in una prima parte di stagione relativamente facile: ora ho diciannove partite per raddrizzare la situazione: ma la squadra, con un’amalgama tutta da ricostruire, deve affrontare ancora tutte le big. A cominciare dalla prossima partita, quella del mio ritorno in panchina, a San Antonio contro gli Spurs…”
2.       Ricapitoliamo bene per chi ci segue da casa. Il Secondo Mondo esplode a metà della seconda stagione, si riparte così dal Nuovo Mondo con una formazione che ha sempre Beasley, Session e Shannon Brown, giusto? Perché ha dovuto lasciare le prime 10 gare a John Kuester?
“Perché da regolamento deve passare un mese prima di scambiare un giocatore appena firmato dai free-agent e noi per ottenere ‘B-Easy’ abbiamo dovuto rifare l’operazione fatta nel giugno 2012 del Secondo Mondo: Kirilenko + Murphy + una prima scelta a Minnesota. AK47, firmato dagli agenti liberi, non poteva andare ai T’Wolves subito, e così quei 30 giorni senza Beasley sono stati affidati al mio vice mentre io mi occupavo di tutte le faccende burocratiche del caso.”
3.       Questa sarà una stagione particolare: verrà sospesa per tre real mesi, presumibilmente nel bel mezzo dei playoff.
“That’s right. Per tre mesi sarò in un altro Continente e Davide Sterno, in via del tutto eccezionale, ha consentito alla sospensione del campionato. Sul sito ufficiale del Kobangeles Times verrà messo comunque un messaggio con il giorno della riapertura.”
4.       Mi ricapitola la formazione dei Lakers 2011-12 di questo Nuovo Mondo?
“Session, Bryant, Metta World, Gasol, Bynum in quintetto e Goudelock, Shannon Brown, Matt Barnes, Beasley, Przybilla, Ebanks in panchina. Fisher forever con noi, allenatore non-giocatore.”
5.       Lo sa che in questo Terzo Universo, a conti fatti, sono state giocate soltanto tre stagioni? Due nel Primo Mondo (vittoria Heat nel ’12 e Lakers nel ’13) e una nel Secondo Mondo (vittoria Heat ’12): Zen, sta invecchiando?
“Un tempo i campionati erano più corti: gare da 8 minuti, playoff al meglio delle tre nei primi tre turni e al meglio delle cinque in Finale. Ora dieci minuti a quarto e formula 7-7-7-7 allunga, anzi raddoppia, i tempi di conclusione di una stagione. Se poi ci si mettono in mezzo anche i bombardamenti nucleari! F U UU U u U u C K ! ! ! ! !