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Friday, March 9, 2012

5 domande 5 about: From Russia with love

1.       Zen, alla fine non ha resistito: Kirilenko!
“So resistere a tutto, meno che alle tentazioni. Citazioni a parte, abbiamo appena perso di sette allo Staples Center contro gli Houston Rockets e ho capito che così come siamo, non andiamo da nessuna parte. Siamo 6-6, settimi nella Western, in una fase della stagione facilissima, piena di gare alla portata. Quando arriverà l’uragano formato dalle gare con Celtics, Heat, Mavs, Clippers, Blazers, Thunder, Pacers e magari anche Nuggets e Knicks, tutte ancora da affrontare, verremmo sradicati via dalla corsa playoff in un attimo. Dobbiamo rinforzare subito le mura di casa.”
2.       E allora triennale al russo, strappato al CSKA Mosca
“Right. In questo Secondo Mondo il divario tra gli starting fivers e le seconde linee è ancora più marcato, così come la fatica, che si sente molto di più. Abbiamo perso contro i Rockets solo perché siamo crollati di fiato e perché la panchina non riusciva a reggere il confronto. Siamo arrivati agli ultimi 5’ con Fisher, Bryant, Metta e Bynum che strisciavano per terra. Lì ho capito che non potevamo reggere la stagione senza un rinforzo vero in panchina.”
3.       L’esperimento Rasheed Wallace è dunque fallito
“Sì, lo ammetto, è stato un fiasco. Non avevo tenuto conto l’impatto assolutamente reale del Secondo Mondo sui giocatori over 35, tra i quali metto anche Derek Fisher, inesistente fino ad ora. Credevo che “Sheed” potesse garantire minuti istantanei di qualità, ma alla fine è quello che è. Ovvero un giocatore strappato al ritiro e fermo da due anni. Si vede tutto. Ora come ora farebbe fatica in Legadue.”
4.       Anche Alec Burks, il promettente rookie preso dagli Utah Jazz, sta deludendo le attese
“Ha 20 anni, dovrebbe essere al secondo anno di college. Vale l’investimento fatto, ma chiaramente non garantisce ancora l’energia, l’esplosività e la solidità difensiva che dava Shannon Brown. Perdere Odom e Brown dalla nostra panchina è stato un depotenziamento notevole e se le seconde linee non ci garantiscono affidabilità, siamo costretti a spremere un quintetto molto vecchio, con tutto ciò che ne consegue”.
5.       Con Kirilenko cambiano gli obiettivi?
“Aumenta il nostro overall, questo è certo. Aumenta la nostra solidità difensiva – nostro problema fino ad ora – e la nostra capacità di schierare quintetti diversi, più eclettici e adattabili a seconda delle esigenze. Ora non abbiamo più scusanti, le Western Conference Semifinals devono essere alla portata. Secondo Mondo permettendo.”

Wednesday, February 29, 2012

IL SECONDO MONDO: Da 3.2.1. NEW SEASON

Il Coach Zen è sbarcato nel Secondo Mondo di nba2k12, direzione El Segundo, quartier generale dei Lakers. La squadra è stata smantellata da Jim Buss: Lamar Odom è andato ai Dallas Mavericks, Shannon Brown è stato ceduto ai Phoenix Suns, i nuovi Josh McRoberts, Jason Kapono e Troy Murphy non bastano. Alzo la cornetta del mio ufficio, faccio un giro di telefonate e intervengo subito: mando McRoberts, Kapono e una prima scelta '13 agli Utah Jazz in cambio del rookie Alec Burks, dodicesima scelta del Draft 2011. Dai free agent firmo Rasheed Wallace che ritorna in campo a 37 anni, dopo due stagioni in pantofole, e che non gioca una partita ufficiale dal 2010...
Affronteremo la prima stagione del Secondo Mondo con Derek Fisher, Kobe Bryant, Metta World Peace, Pau Gasol, Andrew Bynum in quintetto e Steve Blake, Alec Burks, Matt Barnes, Devin Ebanks, Troy Murphy, Rasheed Wallace e Andrew Goudelock in panchina.


1.       Tutto qui? Coach, vi smaterializzeranno!
“La sfida è lanciata. Per la prima volta nelle ultime 25 stagioni sono alla guida di una squadra che lotterà per assicurarsi un posto nei playoff. Vediamo cosa sappiamo fare."
2.       Rasheed Wallace?!?
“Trentasette anni, non gioca da due stagioni, ma mi ha dato la sua disponibilità a rientrare e non ci ho pensato un attimo a tesserarlo, al minimo di 473k, dai free agent, con un decadale (novità!) che estenderemo per tutta la stagione. Ci porta esperienza, difesa, durezza, atipicità. Nel passaggio dal Primo Mondo a questo abbiamo perso Zydrunas Ilgauskas: “Sheed” occuperà il suo ruolo, centro di riserva con tiro da fuori. Con lui rischiamo in “follia” e infortuni, ma correremo questo rischio.
3.       E Alec Burks?
“Era un mio pallino. Senza più Shannon Brown ci serviva un giovane ed energico cambio per Kobe. E’ un rookie con un solo anno di università alle spalle e ha le tipiche caratteristiche del caso: atletico, istinto offensivo, attacca il ferro, contropiedista e anche con attitudine a rimbalzo. Di contro è privo di tecnica, scarse percentuali dalla lunga distanza e ancora tutto da costruire difensivamente. Ma ha solo 20 anni e può ancora evolversi in qualsiasi direzione.”
4.       Zen, sarà un miracolo se superete il primo turno!
"Prima pensiamo a qualificarci per i playoff, non è così scontato... Siamo in un Mondo completamente nuovo, creato ad arte, molto più duro e competitivo del precedente, dove il fattore età e infortuni è aumentato rispetto al Primo. Fisher, Bryant, Metta World, Bynum (giovane ma “injured man walking”) e “Sheed” Wallace in ogni partita cammineranno sul filo. Le squadre hanno il doppio degli schemi del Primo Mondo. Gli Oklahoma City Thunder non saranno più i 'pulcini spaventati' che sono usciti due volte di fila al primo turno dei playoff, i "Lob City" Clippers hanno trovato l'amalgama e i Chicago Bulls hanno finalmente la guardia per fare il salto di qualità (Richard Hamilton) che nel 3.1 non avevano. Per non parlare dei Miami Heat, degli eterni Spurs, delle "rising stars" di Indiana o degli indomiti Boston Celtics. Saremo come una vecchia balena ferita in un mare infestato da squali."
5.       Ma balena vecchia fa buon brodo...
"Dovremo suddividere la stagione in tanti piccoli obiettivi. Vincere almeno sei delle prime dieci partite è il primo. Essere non più in giù del quinto posto a Ovest all'All Star Weekend è il secondo. Qualificarci ai playoff è il terzo. Poi una volta arrivati alla "Big Dance" delle Top 16 vediamo di ballare il meglio che possiamo. Vincere il titolo? E' l'unica cosa che conta quando alleni i Lakers, ma arrivare alle Western Conference Semifinals e giocarsele fino alla fine, sarebbe già un'impresa. Una sola sola parola dovrà accompagnarci: Devotion. Al Triangolo e alla sacra armatura dorata dei Lakers"!